19 settembre 2019
Aggiornato 16:30
VIII Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio

Prezzi: 2/3 italiani si difende con cibi locali

E’ quanto emerge dalla presentazione dei risultati della prima indagine che studia il trasferimento degli effetti della crisi dai mercati finanziari all’economia reale “la crisi dalla borsa alla tavola”, realizzata da Coldiretti - Swg

Quasi 2/3 degli italiani (il 64 per cento) si difende dai rischi alimentari e dal caro prezzi acquistando cibi locali che risentono meno dei passaggi di mano e offrono maggiori garanzie di freschezza e genuinità. E’ quanto emerge dalla presentazione dei risultati della prima indagine che studia il trasferimento degli effetti della crisi dai mercati finanziari all’economia reale «la crisi dalla borsa alla tavola», realizzata da Coldiretti - Swg, presentata nel corso del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione organizzato dalla Coldiretti a Villa d’Este di Cernobbio.

«Stiamo sostenendo con impegno la necessità di dare spazio sugli scaffali della grande distribuzione ai prodotti locali e di stagione, per ottimizzare il rapporto prezzo e qualità, ma anche di contenere i costi energetici ed ambientali a carico dei prodotti importati da lunghe distanze» afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che «la crisi economica ha messo in discussione il principio base della globalizzazione in base al quale si consumano i prodotti realizzati dove costa meno mentre oggi è necessario favorire la produzione vicino ai luoghi di consumo per motivi economici e ambientali sia nei paesi poveri che in quelli ricchi.

Negli Stati Uniti le grandi catene come Val Mart e Whole Foods stanno incentivando la vendita di prodotti locali mentre l'Italia - ha precisato - è in forte ritardo nonostante i primati produttivi e qualitativi nell'offerta agroalimentare nazionale: dalla frutta e verdura al vino, dal biologico ai prodotti tipici. In Italia l'86 per cento delle merci viaggia su strada ed è stato stimato che un pasto medio - continua la Coldiretti - percorre più di 1.900 chilometri per camion, nave e/o aeroplano prima di arrivare sulla tavola, al punto chee spesso ci vogliono più calorie di energia per portare il pasto al consumatore di quanto il pasto stesso provveda in termini nutrizionali.

La Coldiretti ha promosso il progetto a chilometri zero per favorire il consumo di prodotti locali e di stagione che non devono percorrere lunghe distanze con mezzi di trasporto inquinanti prima di giungere sulle tavole. E dal Veneto alla Calabria le amministrazioni regionali si sono attivate quest’estate con l'approvazione di leggi a favore dei cibi a «chilometri zero», promosse con la raccolta di firme dalla Coldiretti, che sanciscono la preferenza ai prodotti locali in mense, ristoranti e grande distribuzione per combattere i rincari dovuti all'aumento del costo dei trasporti e l'impatto sul clima provocato all'inquinamento con l'emissione di gas serra dei mezzi di trasporto.