17 ottobre 2019
Aggiornato 13:01
VIII Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio

La crisi non tocca i gourmet: sale tipico e biologico

E’ quanto emerge dalla presentazione dei risultati della prima indagine sulle abitudini alimentari dopo l’esplosione della crisi finanziaria, realizzata da Coldiretti - Swg

Gli effetti della crisi finanziaria non si fanno sentire sui prodotti di elevata qualità e cresce dell’8 per cento la percentuale dei cittadini che acquista regolarmente prodotti a denominazione di origine (sono il 28 per cento) e del 23 per cento di quelli che comperano cibi biologici, i quali però interessano una fetta più ridotta della popolazione (il 16 per cento).

E’ quanto emerge dalla presentazione dei risultati della prima indagine sulle abitudini alimentari dopo l’esplosione della crisi finanziaria, realizzata da Coldiretti - Swg presentata nel corso del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione organizzato dalla Coldiretti a Villa d’Este di Cernobbio. Nel 2008 - sottolinea la Coldiretti - crescono in controtendenza rispetto al comparto alimentare i consumi di prodotti biologici, che fanno registrare un aumento del 6 per cento. A trainare la crescita del bio nel primo semestre del 2008 ci sono i prodotti ortofrutticoli freschi e trasformati (+18,4 per cento), i prodotti per l'infanzia (+17,6 per cento) e i lattiero-caseari (+ 5,7 per cento), che sono stati più recentemente oggetto di scandali alimentari. Peraltro non crescono solo gli acquisti familiari nei punti vendita tradizionali ma anche quelli effettuati direttamente dal produttore, con un aumento del 17 per cento del numero di aziende agricole e agriturismi bio con vendita diretta nel 2008 (+92 per cento tra 2003 e 2008), per un totale di circa 1900 operatori secondo l'anteprima dati BioBank.

«La crisi economica sta provocando una polarizzazione nei consumi alimentari» afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che «se da un lato si assiste ad un consolidamento della domanda di prodotti di alta qualità tradizionalmente acquistati da fasce di cittadini a più alto reddito, dall’altro cresce in numero di quasi sono costretti a ricercare prodotti a più basso prezzo». Una tendenza - precisa Marini - che non deve andare a scapito della sicurezza in un paese come l’Italia che è a rischio anche perché troppo dipendente dall’estero per le importazioni. Per questo occorre stringere le maglie dei controlli e per questo l’accordo di collaborazione siglato con i Carabinieri Nas prevede - precisa Marini - che la Coldiretti rimetta alle valutazioni del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute le casistiche per le quali ritiene possibile avviare azioni investigative di controllo di prodotti di importazione per verificarne la non nocività per la salute. Con i rincari nei prezzi degli alimenti aumentano i rischi di frodi e sofisticazioni con l'utilizzazione di ingredienti a basso costo e scarsa qualità anche pericolosi per la salute come dimostra ad esempio il fatto che sul mercato mondiale si sta registrando un forte aumento delle vendite di surrogati destinati a sostituire il latte in gelati, formaggi, yogurt e bevande o di sottoprodotti dei cereali una volta utilizzati solamente per l'alimentazione animale ma anche di aromi artificiali utilizzati per nascondere la bassa qualità degli alimenti.

Le preoccupazioni - conclude la Coldiretti - riguardano anche l'Italia che è un forte importatore di prodotti alimentari. Il rischio concreto è che nei cibi in vendita vengano utilizzati ingredienti di diversa qualità come il concentrato di pomodoro cinese, l'extravergine tunisino, le mozzarelle taroccate ottenute da latte in polvere, paste fuse e cagliate proveniente dall'estero e carni di seconda scelta (ad esempio ali di pollo al posto delle cosce).