5 giugno 2020
Aggiornato 07:30
Seconda giornata di «Economia3 - Europa, business, cultura» a Prato

Domotica, la casa intelligente che mette le imprese in rete

Brenna: «Settore trasversale a edilizia, meccanica, nautica, camperistica»

Anche la domotica, vale a dire competenze e tecnologie per la casa ‘intelligente’, può essere un’occasione per fare rete, e magari rivolgersi anche a un mercato internazionale. La Regione Toscana ha già finanziato un progetto, che è in fase di avvio e vede diversi partner collaborare insieme, integrando saperi e conoscenze.

«Il progetto Rete d’impresa nella domotica: una prospettiva per il ‘made in Italy’» è stato il tema dell’incontro di stamani nella Sala polivalente del Magnolfi Nuovo, per la seconda giornata di Economia3. Il progetto, finanziato dalla Regione per 200.000 euro, è per la costruzione di reti d’impresa nel settore della domotica per anziani e disabili, e vede collaborare il Consorzio Zenit, che fornisce servizi alla persona, la società I+, che fornisce tecnologie per l’abitare, e alcune aziende (mobili, elettricità, ecc.).

«Ad oggi non c’è un mercato chiaro per la domotica – dice Cristiano Paggetti, della società fiorentina I+ - E’ ancora un’intuizione, che dobbiamo portare sul mercato e far partire». «Se la domotica è pronta a fare proposte finanziabili, si faccia avanti – invita l’assessore allo sviluppo economico Ambrogio Brenna – In fondo, la domotica è trasversale a molti settori: casa, meccanica, nautica, diportistica, camperistica. Per i progetti di filiera ci sono finanziamenti per 49 milioni di euro, e per le microimprese l’aiuto può arrivare fino all’80% degli investimenti».

La domotica non è che uno degli esempi di come in Toscana si può fare rete per rilanciare l’economia. «La domotica è il nuovissimo, che incontra il vecchio e non lo distrugge, ma lo rilancia – osserva Lucio Poma, dell’Università di Ferrara – In economia stiamo assistendo a una forte accelerazione, una vera e propria rivoluzione. E’ necessario quindi ricostruire assieme delle regole: fare sistema, fare rete, per ricombinare i nostri saperi». «La Toscana – sottolinea Fabio Banti, di Confartigianato Imprese Toscana – individua nella rete un nuovo modello di relazioni economico-sociali per rilanciare la crescita economica».

«Gli ultimi accadimenti dell’economia mondiale – ha sottolineato Ambrogio Brenna – hanno fatto giustizia di molti luoghi comuni: tra questi, la convinzione che il manifatturiero sia una sorta di residuo del passato, un dinosauro. Noi esportiamo 26.2 miliardi di euro, e il 93% è dato dal manifatturiero. Io ho sempre sostenuto la necessità di politiche pubbliche per lo sviluppo», ha ricordato, riepilogando poi le politiche di sviluppo messe in atto dalla Regione, che aveva elencato nell'intervento di ieri.

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