28 gennaio 2020
Aggiornato 03:00
Primo giorno di scuola: sei treni guasti, cinque soppressioni

Conti: «Solito problema: materiale vecchio e il governo che non fa acquisti»

L'assessore: «Confermiamo l'impegno a tenere sotto controllo la situazione»

Primo giorno di scuola e sei treni si sono guastati. Di questi, cinque sono stati soppressi: due sulla linea Firenze-Livorno e tre sulla linea Firenze-Borgo San Lorenzo. In pratica, è andata ko una media dell’1 per cento del materiale sul totale del servizio in toscana che conta 720 treni nell’arco di una giornata. E’ il bilancio dell’andamento del trasporto ferroviario regionale da stamani.

Come aveva annunciato dopo i disagi subiti i primi giorni di settembre e legati a problemi di personale e organizzativi di Trenitalia, l’assessore regionale ai trasporti Riccardo Conti oggi ha mantenuto l’impegno preso di monitorare l’andamento del trasporto ferroviario alla riapertura delle scuole. Il bollettino stilato dagli uffici regionali dalle 5 alle 10.30 ha segnalato sei defaillances ad altrettanti convogli. Il primo è stato l’R11700 Livorno 5,00-Firenze 6,38 che, a causa di un guasto al sistema di controllo marcia treno (Scmt) ha accumulato 40 minuti di ritardo. Poi, è toccato al R3105 Firenze 6,57 – Livorno 8,24 accusare un guasto al sistema scmt, e questo è stato soppresso. Soppresso anche il R3108 Livorno 9,11-Firenze3 10,33 a causa di un guasto alle porte. Il R21455 Firenze 7,02-Borgo S.Lorenzo 7,50 invece è stato soppresso per un guasto ai motori. Dato che quest’ultimo treno doveva effettuare le navette R23584 Borgo S.L 8,15- Pontassieve e la R23585 Pontassieve 9,48 – Borgo S.L. 10,35, anche queste inevitabilmente sono state soppresse. «I guasti avvenuti non sono comunque da sottovalutare – ha commentato l’assessore Riccardo Conti –.

Si conferma il problema di sempre, il più grave e difficile da rimediare in un paese che non investe: quello dei treni vecchi. E anche se Trenitalia ha mantenuto l’impegno a risolvere i problemi organizzativi per quanto riguarda la formazione degli equipaggi e l’effettuazione dei treni, come si vede, non basta». Conti ha ricordato che nonostante l’intervento regionale abbia consentito di rinnovare o ristrutturare la metà del parco disponibile, c’è un’altra metà che è rimasta la stessa, che ogni anno che passa diventa sempre più vecchia e facile ai guasti. Non solo, in Toscana i servizi sono aumentati considerevolmente (di quasi un quarto, +23%) e il parco è utilizzato al massimo, con difficoltà sempre maggiori per la manutenzione e la pulizia. «Accanto alla manifesta criticità – ha proseguito Conti – si conferma la mancanza di un impegno serio a livello nazionale: il piano d’impresa di Trenitalia non è stato ancora approvato dal governo e dei mille treni per i pendolari non si sente più parlare. La Regione Toscana insiste su un impegno cooperativo di tutti i soggetti e, come per il passato, mette sul piatto i suoi 15 milioni di euro all’anno per investire in nuovi treni. Ma al governo chiediamo di fare la sua parte, almeno con le regioni virtuose come la Toscana». Ultimo tema, ma non ultimo per importanza, sul quale Conti è intervenuto, la scarsa o spesso assente informazione agli utenti sia a bordo treno che in stazione. Al momento le sanzioni accumulate da Trenitalia in conseguenza al mancato rispetto del contratto di servizio su questo solo tema ammontano a 60.000 euro. E aumenteranno, assicura Conti, se il disservizio proseguirà.