28 ottobre 2021
Aggiornato 22:00
Legambiente: «Preoccupante l’atteggiamento del Governo»

TAV: Governo ignora la proposta dei Sindaci della Val Susa

«Il progetto FARE è una proposta di buon senso per un modello integrato dei trasporti. Il nodo di Torino e il trasporto pendolare sono prioritari»

«La proposta fatta dai Sindaci della Val Susa con il progetto FARE per l’Alta velocità Torino –Lione indica chiaramente come affrontare razionalmente il problema del trasporto delle merci e delle persone attraverso le Alpi ed è davvero preoccupante la scarsa considerazione del Governo verso i suggerimenti che arrivano direttamente da chi amministra il territorio. Dalla riunione di ieri a Palazzo Chigi infatti non è emersa la volontà di realizzare gli interventi necessari, per fasi, con inizio dal nodo ferroviario di Torino».

Così Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente commenta il risultato del tavolo politico di ieri sull’Alta Velocità in Val Susa.

I Sindaci, ricorda Legambiente hanno suggerito una soluzione di buon senso che dà la priorità alla

realizzazione di infrastrutture necessarie ad evitare il conflitto tra la mobilità delle merci e quella passeggeri, migliorando il servizio pendolari sul nodo di Torino. A questo si aggiunge il trasferimento delle merci da gomma a ferro sulle grandi direttrici internazionali, completando i miglioramenti sull’attuale tratta internazionale Torino- Lione e l’ammodernamento della ferrovia della Valle Susa per il trasporto passeggeri aumentandone la capacità nella bassa valle.

Niente di tutto questo prende forma nelle intenzioni del Governo che è invece determinato a procedere con la fase 2 ovvero con la progettazione dell’opera senza tenere in benché minima considerazione la proposta FARE.

«Noi siamo totalmente convinti – ha aggiunto la presidente di Legambiente Piemonte e Vda, Vanda Bonardo - che al di fuori di FARE non ci sia altra soluzione di buon senso, utile a risolvere il problema trasportistico per il corridoio 5 oltre che indispensabile per una politica integrata del trasporto alpino. Apprezziamo l'intenzione di non inserire la Torino-Lione nella legge obiettivo - continua Bonardo - ma per il resto non cogliamo nulla di consistente in termini di scelte che portino realmente ad un cambiamento di rotta nella politica dei trasporti così come auspicato dal documento FARE. La decisione di togliere 100.000 tir (pari ad un carico di all’incirca 3,5milioni di tonnellate) nei prossimi tre anni, è veramente irrilevante e fa sorridere se confrontata con i 96 milioni di t/anno di merci su gomma che attualmente attraversano le sole Alpi Occidentali, piuttosto vago al momento l’impegno al potenziamento del trasporto locale e comunque al di fuori di una proposta metodologica organica. Il Governo ci spieghi poi – conclude Bonardo - perché ha rifiutato la proposta dei sindaci affinché i fondi europei (ad oggi concessi solo per la parte internazionale) siano estesi all’intera tratta da Torino al confine. Ci auguriamo che il Governo ci ripensi e torni a valutare il progetto FARE, per le opere davvero utili al Paese».