16 ottobre 2021
Aggiornato 10:00
Infrastrutture e territorio

Il Tavolo verde in Provincia di Torino affronta la tangenziale Est

Coldiretti Torino chiede di salvaguardare i terreni fertili e individuare il corridoio dove il territorio è già compromesso

«Fornire informazioni e dati utili ad arrivare a individuare il corridoio nel quale collocare il tracciato della tangenziale Est che chiuderà l’anello autostradale attorno a Torino, con il minor impatto possibile sul territorio. Questo l’obiettivo che Coldiretti Torino si prefigge in sede di Tavolo verde». Sono parole di Riccardo Chiabrando, presidente della Coldiretti subalpina, che arrivano dopo la prima riunione allargata in Provincia: «Giovedì 17 luglio scorso il Tavolo si è riunito per esaminare le esigenze del comparto agricolo rispetto agli studi in corso da parte del Politecnico sulla tangenziale Est.

Oltre alle organizzazioni agricole c’erano gli assessori all’Agricoltura Sergio Bisacca, ai Trasporti Franco Campia, alla Pianificazione territoriale Giorgio Giani. Numerosa la delegazione del Politecnico. Docenti di Architettura e di Ingegneria, a prescindere dalle ipotesi di tracciato sinora presentate, stanno lavorando per individuare il corridoio entro cui posizionare la tangenziale».

Riccardo Chiabrando aggiunge: «Gli esperti del Politecnico hanno spiegato che per individuare il corridoio è fondamentale disporre dei dati reali e aggiornati delle coltivazioni esistenti. Coldiretti ha accettato un cammino concertativo volto ad arrecare il minor impatto per l’ambiente, a tutela del terreno a massima fertilità e delle imprese agricole. Negli ultimi anni, nel Chierese come in tutta la provincia, il terreno fertile viene impermeabilizzato a ritmi impressionanti».

«Riteniamo positiva la decisione di posizionare il corridoio laddove il territorio è già compromesso – aggiunge Chiabrando –. Il Politecnico condivide l’ipotesi di localizzare il tracciato utilizzando l’attuale circonvallazione di Chieri o, in alternativa, affiancare ad essa la tangenziale. In altre zone della piana chierese questa soluzione non è percorribile e l’impatto sarà più pesante. Molti fra i presenti hanno ricordato l’importanza di prevedere un tratto di galleria per la parte collinare: il prolungamento del tratto interrato è preferibile perché presenta un impatto minore. Dopo questo primo incontro il confronto prosegue a livello tecnico. Coldiretti metterà a disposizione i dati relativi ai terreni coltivati. Nel frattempo sono state programmate riunioni con gli imprenditori agricoli del Chierese per portare in sede di Tavolo verde tutte le problematiche che arrivano dal territorio e dalle imprese per ridurre al minimo i danni che una struttura del genere porta con sé».