16 ottobre 2019
Aggiornato 16:30
Assemblea Nazionale della Coldiretti

Coldiretti: «scorte pane e pasta per max 7 mesi»

Un quadro preoccupante con la chiusura delle frontiere e le limitazioni delle esportazioni da parte di molti paesi produttori di fronte all'emergenza cibo mondiale

L'emergenza cibo mondiale si fa sentire anche in Italia che può contare al momento al massimo su sette mesi di scorte di pane e pasta ottenuti con il raccolto nazionale di grano che si è appena concluso. E' quanto è emerso da uno studio sugli effetti dell'emergenza cibo presentato nel corso dell'Assemblea Nazionale della Coldiretti alla quale hanno partecipato millecinquecento imprenditori agricoli e rappresentanti di cooperative aderenti alla maggiore organizzazione agricola italiana ed europea.

Nonostante l'aumento consistente della produzione nazionale grazie all'impegno degli agricoltori italiani che hanno colto le opportunità della riforma della Politica agricola europea, la disponibilità limitata di scorte prefigura - sottolinea la Coldiretti - un quadro preoccupante con la chiusura delle frontiere e le limitazioni delle esportazioni da parte di molti paesi produttori di fronte all'emergenza cibo mondiale. Le prospettive a livello internazionale evidenziano la necessità per l'Europa e l'Italia - sottolinea il presidente della Coldiretti Sergio Marini - di investire sull'agricoltura e aumentare ulteriormente la produzione nazionale e comunitaria, ma anche di garantirsi una propria riserva strategica di prodotti alimentari di base per stabilizzare il mercato interno e assicurare gli approvvigionamenti al giusto prezzo per imprese e consumatori.
L'andamento dei mercati mondiali è dunque destinato ad avere effetti anche sul piatto principale della dieta mediterranea poiché, nonostante il calo dei consumi interni che sono stimati rispettivamente pari al 5,5 per cento e al 2,5 per cento secondo elaborazioni di dati Ismea - Ac Nielsen sugli acquisti domestici nel primo trimestre 2008, g li italiani - continua la Coldiretti - restano fortemente dipendenti a tavola dai cereali. Con una media di 27 chili all'anno a testa sono infatti di gran lunga i maggiori consumatori di pasta a livello mondiale con valori che sono almeno il triplo di quelli statunitensi e degli altri paesi europei mentre sono ben 66 i chilogrammi di pane consumati per persona all'anno.

L'eccessiva dipendenza dall'estero dell'Italia è particolarmente preoccupante di fronte alla decisione di molti paesi produttori, come ad esempio l'Argentina, di «chiudere» le frontiere, ma anche per le previsioni non ottimistiche sui raccolti mondiali per maltempo nel MidWest in Usa, per la siccità in Australia e per il terremoto nel Sichuan in Cina.
Il raccolto nazionale di grano che è l'ingrediente base del pane è stato di 3,5 milioni di tonnellate mentre quello di grano duro destinato principalmente alla pasta è stato di 4,5 milioni tonnellate del tutto insufficienti a coprire la domanda di pasta Made in Italy in Italia e nel mondo. Grazie alla riforma della Politica agricola europea in Italia di fronte all'emergenza internazionale si è verificata immediatamente una crescita delle semine del 18 per cento per il duro e del 14 per cento per il tenero. Ma ancora non basta e a livello comunitario è necessario - continua il Presidente della Coldiretti Sergio Marini - proseguire e qualificare il percorso iniziato con la riforma della Politica agricola comune per non aggravare il problema dell'approvvigionamento alimentare dell'Europa in un momento in cui molti paesi produttori stanno chiudendo le frontiere con limitazioni alle esportazioni.
Lo stesso aumento del costo del petrolio - sottolinea Marini - ha fatto esplodere il costo dei trasporti e messo in discussione il principio base della globalizzazione in base al quale si consumano i prodotti realizzati dove costa meno. Oggi - precisa Marini - è necessario sviluppare la produzione vicino ai luoghi di consumo per motivi economici e ambientali sia nei paesi poveri che in quelli ricchi.

Con l'86 per cento delle merci che in Italia viaggiano su strada, il record fatto segnare dalla benzina sta spingendo peraltro verso il consumo di prodotti locali e di stagione, con ben il 42 per cento degli italiani che dichiarano di aver cambiato le proprie abitudini alimentari ponendo piu' attenzione alla provenienza dei cibi acquistati, secondo lo studio Coldiretti-Swg «L'opinione degli italiani sull'alimentazione».
Ben due italiani su tre - precisa la Coldiretti - dichiarano di acquistare con regolarita' prodotti locali che entrano comunque nel paniere della spesa del 97 per cento dei nostri connazionali.
I costi del trasporto - continua la Coldiretti - incidono infatti per quasi un terzo del prezzo di vendita dei prodotti alimentari e quindi mangiare a «chilometri zero» significa risparmiare e combattere l'inflazione con cibi locali e di stagione che non subiscono troppe intermediazioni e non devono percorrere lunghe distanze prima di giungere sulle tavole.
Secondo un recente studio - riferisce la Coldiretti - un pasto medio percorre più di 1.900 km per camion, nave e/o aeroplano prima di arrivare sulla tavola e spesso ci vogliono più calorie di energia per portare il pasto al consumatore di quanto il pasto stesso provveda in termini nutrizionali. Peraltro privilegiando l'acquisto di prodotti locali e di stagione oltre a risparmiare - sottolinea la Coldiretti - si salva l'ambiente dall'inquinamento dovuto all'emissione di gas serra responsabile dei cambiamenti climatici.
Anche per questo con il sostegno della Coldiretti è arrivata in Italia la prima legge regionale a favore dei cibi a chilometri zero» che sancisce la preferenza ai prodotti locali in mense, ristoranti e grande distribuzione per combattere i rincari dovuti all'aumento del costo dei trasporti e l'impatto sul clima provocato all'inquinamento con l'emissione di gas serra dei mezzi di trasporto. Il Consiglio regionale del Veneto per la prima volta in Italia ha approvato, con una partecipazione trasversale, un disegno di legge (pdl 225) presentato da Coldiretti Veneto , meglio noto come «legge del km zero», con il sostegno di 25mila firme di consumatori che hanno voluto questa norma a vantaggio della salute dell'ambiente e delle tasche. Tra gli obiettivi della legge vi è la promozione del patrimonio agroalimentare regionale nei pasti di scuole elementari, istituti scolastici superiori, università, ospedali e caserme nella misura del 50 per cento.

LE SCORTE DI PANE E PASTA
Quantità Periodo max scorte disponibili
Grano duro per pasta 4,5 Milioni Tonnellate 7 mesi
Grano tenero per pane 3,5 Milioni Tonnellate 6 mesi
TOTALE 7 mesi

Elaborazioni Coldiretti