21 gennaio 2022
Aggiornato 11:30
Pubblicati i dati relativi al 2015

Fvg, report annuale sulla qualità dell'aria

Le condizioni meteo-climatiche di alcuni mesi del 2015 hanno pesantemente condizionato lo stato dell'ambiente e dell'atmosfera. Polveri sottili oltre il limite nel pordenonese

PORDENONE - Avverse condizioni meteo alla fine del 2015 e nei precedenti mesi estivi hanno pesantemente condizionato lo stato di qualità dell’aria in Friuli Venezia Giulia. Questo in sintesi ciò che emerge dal report dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente del Friuli Venezia Giulia (Arpa), disponibile sul sito web all’indirizzo www.arpa.fvg.it. Il report dell’Arpa evidenzia, infatti, che la qualità dell’aria, lo scorso anno, ha presentato un andamento in contro-tendenza rispetto al quinquennio precedente, soprattutto per quanto riguarda le polveri sottili che, in passato, avevano mostrato una tendenza alla lenta diminuzione. Ciò è riconducibile principalmente al clima. Le PM10 (polveri sottili, ossia particelle inquinanti nell'aria che respiriamo) hanno superato il limite dei 35 giorni con polveri superiori ai 50 microgrammi/m3 in una fascia della pianura occidentale (pordenonese e fascia confinaria col Veneto) e in una limitata porzione della Bassa Friulana. Le aree con superamento dei limiti interessano poco meno del 30% della zona pianeggiante del Friuli Venezia Giulia, con una potenziale popolazione interessata di circa 260 mila unità. I superamenti sono tuttavia da ritenersi episodici, non legati cioè a fonti emissive puntuali. Ciò sulla base del fatto che la concentrazione media annua del PM10 è rimasta abbondantemente al di sotto del limite di legge pari a 40 microgrammi/m3; inoltre, la concentrazione media del PM2.5 (polveri sottilissime che, respirate, raggiungono i bronchi) è risultata inferiore anche al valore obiettivo a lungo termine di 20 microgrammi/m3.

Situazione ozono
Come per le polveri sottili, anche per l’ozono nel 2015 si sono avuti diffusi e frequenti superamenti dei limiti, dovuti principalmente alle forti ondate di calore che si avute nell’estate del 2015. Questa sostanza, infatti, è un inquinante quasi interamente secondario, cioè non emesso direttamente da sorgenti antropiche o naturali ma che si forma in atmosfera a seguito di complesse reazioni chimiche che avvengono in presenza di forte insolazione.

Sulla strada giusta
Molto migliore risulta essere la situazione per gli ossidi di azoto, il benzene, gli ossidi di zolfo e il monossido di carbonio. In tutta la regione gli ossidi di azoto non superano i limiti di legge e la tendenza per questo inquinante indica una lenta diminuzione. Analoga situazione anche per gli ossidi di zolfo e il monossido di carbonio, che stanno raggiungendo un livello di concentrazione molto basso, tanto da renderne difficile la rilevazione strumentale. Segnali positivi anche per i metalli pesanti (arsenico, cadmio, nichel, piombo). Nelle aree più densamente abitate, dove questi inquinanti sono misurati, i livelli risultano molto bassi e prossimi ai livelli di rilevabilità strumentale. L’attenzione per questa tipologia di inquinanti, pertanto, può essere focalizzata sulle sorgenti industriali, per continuare a verificarne il basso livello attualmente raggiunto, tenendo conto dell’evoluzione e gestione dei processi produttivi che li generano.

Attenzione alle combustioni inefficienti
Un inquinante che merita particolare attenzione è il benzo[a]pirene, una sostanza che si origina nelle combustioni inefficienti. Questo inquinante sulla pianura del Friuli Venezia Giulia ha raggiunto livelli molto prossimi al valore obiettivo previsto dalla normativa, pur senza superarla (rispettivamente, 0,8 e 0,9 nanogrammi/m3 come media annua nel pordenonese e nella pianura udinese). Viene prodotto dalla combustione della legna, soprattutto quando non controllata o in impianti, anche domestici, obsoleti; si produce anche in alcuni cicli industriali, come ad esempio negli stabilimenti siderurgici, in prossimità dei quali si possono registrare valori più elevati. Contestualmente al report annuale, Arpa ha messo a disposizione gli open data rilevati costantemente e presenti alla pagina: http://cmsarpa.regione.fvg.it/cms/tema/aria/stato/dati_storici.html