27 giugno 2017
Aggiornato 22:30
Cinema

Arriva al cinema «I peggiori», film d'esordio di Vincenzo Alfieri

Dal 18 maggio un originale esordio alla regia che mixa generi: commedia, fumetto, azione nella storia di due fratelli squattrinati, ambientata nella città di Napoli.

ROMA - E' un mix di generi: un po' commedia, un po' fumetto, un po' film d'azione con gusto dolceamaro, con un linguaggio originale e molto ritmo il film d'esordio di Vincenzo Alfieri «I peggiori", nei cinema dal 18 maggio. Protagonisti due fratelli onesti ma squattrinati, interpretati dallo stesso Alfieri e Lino Guanciale: per sopravvivere, a Napoli, diventano due eroi mascherati a pagamento, che demoliscono l'identità di furbetti, truffatori, delinquenti.

Il commento del regista Vincenzo Alfieri.
«Io sono sempre stato un collezionista di film di genere e fumetti, tipo 'Batman', eroi plausibili» dice Alfieri. «Non sono mai stato attratto dal concetto di supereroe, ho sempre detto 'Ma ce ne sarà uno che piglia due schiaffi?', che finisce il film che è sdrumato, infatti so' sempre sdrumato io, tu non ci prendi mai uno schiaffo.... Buddy movie, quello che le dà, quello che le piglia.. Sai 'Arma letale, 'Starsky e Hutch'... Poi crescendo uno inizia ad avere altre problematiche, ad affrontare problemi sociali, il lavoro, i soldi che mancano, Internet che sta ormai gestendo lui la tua vita, e quindi ho cercato di fare un mash up di generi. Spero che venga percepito come un mash up e non come un mischione».
L'uomo comune che si ribella alle ingiustizie e trova la propria scappatoia sembra il filo conduttore delle commedie più originali e riuscite degli ultimi anni, da «Smetto quando voglio» a «Jeeg robot». "I peggiori» segue proprio questa nuova scia del giovane cinema italiano, e per Lino Guanciale, attore nato a teatro diventato uno dei protagonisti più amati delle fiction televisive, rappresenta una divertente novità: «Pur essendo entrato all'ultimo mi son sentito parte della filosofia con cui la cosa è scritta perché io amo molto tutto ciò che riesce a sdrammatizzare i luoghi comuni della nostra drammaturgia, della nostra scrittura, anche del nostro sistema di codificazione dell'immagine di un attore o di un personaggio. Per cui grazie Vincenzo». "Figurati, è stato un piacere».