18 agosto 2019
Aggiornato 23:00
Cinema italiano

«Fuga da Reuma Park», la commedia «geriatrica» di Aldo, Giovanni e Giacomo

Giovedì 15 dicembre esce nelle sale cinematografiche italiane il nuovo film di Aldo, Giovanni e Giacomo: si intitola «Fuga da Reuma Park».

ROMA - Aldo, Giovanni e Giacomo 30 anni dopo, anziani, rinchiusi in una casa di ricovero. L'inizio sembra malinconico, ma il trio, per il suo ritorno al cinema, dal 15 dicembre con «Fuga da Reuma Park», sfodera i suoi cavalli di battaglia, personaggi e sketch cult, citazioni e autocitazioni, in un film surreale che celebra i loro successi.

Giovanni: «Nel film siamo invecchiati bene, abbiamo fatto una firma per invecchiare così... E' un film leggero, con tante citazioni e tanto futuro».

I tre comici si ritrovano dopo anni la Vigilia di Natale in questa specie di ospizio, che nonostante sia in un vecchio luna park, con giostre e attrazioni, è una sorta di carcere, con una cattivissima infermiera russa, interpretata da Silvana Fallisi, la moglie di Aldo, che li bacchetta e li terrorizza. Giacomo è in sedia a rotelle e odia tutti, Giovanni parla con i piccioni e i pesci rossi e Aldo è triste perché i figli lo hanno abbandonato lì dalla Sicilia. Ma non si perdono d'animo, e la notte di Natale organizzano una fuga per raggiungere Rio de Janeiro.

Giacomo: «La situazione degli anziani porta in se' un po' di tristezza e malinconia, abbiamo cercato di raccontare un po' quella situazione e abbiamo voluto dire che è insopprimibile il desiderio degli anziani, anche se sono malconci, di vivere un'altra giornata, una settimana o un mese, che ne so, ai Caraibi o altrove... In libertà».

Il film chiude l'anno dei festeggiamenti per i loro 25 anni di carriera, celebrati con il tour del loro «Best of» in Italia all'estero e l'uscita del libro per Mondadori «Tre uomini e una vita - La nostra (vera) storia, raccontata per la prima volta».

Aldo: «Direi che questo film vuole anche festeggiare una sorta di tempo passato insieme, 25 anni, sono per noi le nozze d'argento quindi ci fa piacere aver ricordato il passato e aver trovato un modo per raccontarlo».