Il lavoro che vorrei

Il sogno di molti dipendenti si avvera: ecco l'azienda senza capi. E funziona!

Pensare a un’azienda senza capi: il sogno di molti. Non avere qualcuno che ti dice cosa devi fare, che ti «stressa», che impone il proprio «potere» e che a volte rende la vita al lavoro davvero dura. Un’azienda ha deciso di dire basta a tutto cị, e pare funzioni

E' nata l'azienda senza capi, e funziona
E' nata l'azienda senza capi, e funziona (Robert Kneschke | shutterstock.com)

Per il successo di un’azienda, o anche solo per mandarla avanti è davvero necessaria la presenza di un ‘capo’? Che magari faccia pesare tutta la sua autorità? In Svezia sono convinti che questo non sia strettamente indispensabile e, realizzando quello che probabilmente è il sogno di molti, hanno dato vita all’azienda senza capi.

Chi comanda?
Alla domanda non si può rispondere. Infatti, nella ditta ‘Crisp’ ci sono 40 dipendenti e nessun responsabile o capo. Il lavoro però non è lasciato al caso e i dipendenti lasciati a se stessi: tutte le decisioni e i programmi di lavoro presi durante riunioni collettive a cui partecipano tutti i dipendenti – e dove ognuno può (e deve) dire la sua.

Un’azienda innovativa
La Crisp è un’azienda che si occupa di consulenza informatica – software in particolare. E non è nuova a iniziative innovative. Qualche anno fa, infatti, si era deciso di far assumere il ruolo di AD (amministratore delegato) a rotazione, scegliendo tra i dipendenti: un modo, secondo loro, di motivare e rendere più produttivi – offrendo anche maggiore responsabilità.

Forti dell’esperienza
Dopo questa prima esperienza, probabilmente forti di quanto era stato fatto, i dipendenti hanno ritenuto di essere abbastanza maturi per fare anche a meno di un capo. E così è stato. «Ci siamo detti: ‘cosa succederebbe se non mettessimo nessuno a fare l’amministratore delegato? come sarebbe?’ – spiega un rappresentante della Crisp – Allora ci siamo messi a tavolino e abbiamo fatto una lista delle cose che fa l’amministratore delegato». I dipendenti hanno così scoperto che in realtà la figura dell’AD poteva tranquillamente essere sostituita da altri ruoli che potevano essere affidati a loro stessi, e così è nata l’azienda senza capo. Il consiglio di amministrazione esiste ancora – anche perché ci deve essere per legge – ma il suo ruolo è unicamente formale.

Più motivati
Uno dei risultati più evidenti sperimentati dalla Crisp è che i dipendenti sono tutti più motivati. E anche se accade che qualcosa vada storto, si indice subito una riunione in cui cercare i motivi dell’accaduto, e non per punire un qualche ‘responsabile’. «Come minimo hai fatto quello che pensavi fosse giusto in quel momento, e poi se ne parla. Puoi spiegare perché pensavi fosse una buona strada, e in realtà può finire che tutti gli altri la pensino nello stesso modo», sottolinea un impiegato. Infine, altro vantaggio misurato con la nuova realtà della Crisp è che ora tutti i processi interni si svolgono con maggiore rapidità, perché le decisioni possono essere prese all’istante senza dover attendere il benestare del capo – che spesso rallenta il lavoro. Insomma, l’azienda è più produttiva e competitiva. Un modello riproducibile anche qui in Italia?