17 settembre 2019
Aggiornato 01:00
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«Roma Live!», il primo album dal vivo dei Baustelle

Oggi esce l'album live dei Baustelle che celebra il lavoro fatto in quindi anni di carriera, registrato durante il «Fantasma» tour. Un mix di sonorità classiche e rock tutto da ascoltare

ROMA – Da oggi è in tutti i negozi di dischi «Roma Live!», il primo album dal vivo dei Baustelle dopo quindici anni di carriera, arricchito da uno speciale artwork ad opera di Malleus, studio artistico e grafico molto popolare nel mondo dell’art-rock.

Un disco registrato in tre diverse location
L’album è un disco live e al tempo stesso una raccolta di grandi successi, registrato nel corso del loro tour più recente. Contiene molte delle canzoni più importanti che hanno fatto la storia del gruppo, da «Charlie fa surf» a «La guerra è finita», passando attraverso «L’aeroplano», «Il corvo Joe», «Le rane», «La moda del lento», «La canzone di Alain Delon» e tante altre, in aggiunta anche due cover inedite dei Divine Comedy e Leo Ferré. Le 14 canzoni di «Roma Live!» sono state registrate dalla band originaria di Montepulciano durante il tour di «Fantasma» in tre diverse location nella capitale (Cavea dell'Auditorium Parco della Musica, Ex Mattatoio di Testaccio, Auditorium della Conciliazione) e con tre diverse formazioni: band + orchestra sinfonica, band + sezione fiati, band + quartetto d'archi. «Abbiamo registrato gran parte della tournée e affidato al fonico Marco Tagliola la preselezione dei brani», spiega il cantante Francesco Bianconi. «Mi piace pensarlo come un disco che chiude una fase. Segna la fine del primo tempo dei Baustelle. Non sappiamo cosa ci sarà nel secondo tempo, ma immagino che il disco che faremo nel 2016 sarà per reazione diverso da Fantasma, che era totalizzante, ingombrante persino».

Suonare dal vivo non è mai routine
Sulla copertina opera del collettivo Malleus, due spettatrici in versione hippie e sul retro il trio sullo sfondo di un ibrido fra Colosseo e Gasometro, le canzoni di «Roma Live!» sono state montate come se si trattasse di una sola esibizione. «Abbiamo ripulito alcune cose in fase di missaggio, avendo cura di restare fedeli al suono che avevamo durante quei concerti – spiega Francesco - Abbiamo fatto sì che gli strumenti classici non venissero soffocati dall'armamentario del rock. Abbiamo cercato le esecuzioni più emozionanti. Per noi, suonare dal vivo non è mai routine. Ci stancano i trasferimenti, le attese, gli hotel, i check-in, ma una volta che sali sul palco tutto cambia. Puoi fare uno spettacolo identico ogni singola sera, eppure grazie all'interazione con il pubblico succede sempre qualcosa di diverso. Non ho mai provato emozioni uguali pur cantando la medesima canzone con lo stesso arrangiamento sera dopo sera».