15 dicembre 2019
Aggiornato 21:30
Fenomeno Adele

Adele senza trucco su Rolling Stone

Sta per uscire il suono nuovo album «25» e Adele si racconta a Rolling Stone, parlando del suo corpo, della sua musa ispiratrice e della sua famiglia

LONDRA - Accappatoio, capelli bagnati e un velo di trucco. La copertina di novembre Rolling Stone è dedicata a una Adele inedita, al naturale. Dopo un silenzio durato quattro anni, la cantante inglese è tornata a far parlare di sé con «25», terzo e atteso disco dopo «19» e «21» in uscita il prossimo 20 novembre. Il singolo che lo anticipa, «Hello», ha già ottenuto oltre 220 milioni di visualizzazioni ed è un successo planetario.

Adele e il suo corpo
Nel corso dell'intervista concessa al magazine, Adele tocca molti argomenti ed in particolare ha parlato della sua nuova immagine: dal 2008, l'anno del suo debutto, a oggi, la cantautrice ha cambiato molti look e perso ben 30 chili: «A volte mi sono chiesta se avrei avuto lo stesso successo anche senza essere una plus-size - ha raccontato Adele -. Dovrei mostrare il mio corpo ora che sono magra? Probabilmente no, perché il mio corpo è solo mio». L'artista ha raccontato poi dei problemi alle corde vocali, del bellissimo rapporto con la madre, della relazione con Simon Konecki e del loro bambino Angelo

Madonna l'ha ispirata
Cosa l'ha ispirata? Ray of Light di Madonna. «È il disco che Madonna ha scritto dopo aver avuto il suo primo figlio, e per me è il suo miglior album in assoluto. Ero così confusa dopo esser diventata mamma, mi sentivo distante dal mio lato artistico. Stavo andando alla deriva e non riuscivo a trovare esempi che rappresentassero dove mi trovassi e cosa sentissi, fino a quando qualcuno mi ha detto: beh, ovviamente Ray of Light». Una canzone in particolare, talmente magica l'ha spinta a scaldare la voce ancora una volta. «L’ho ascoltato più e più volte e sono rimasta folgorata da Frozen. Quella canzone mi ha dato la forza per tornare». Sicuramente un bell'attestato di stima per la regina del pop, attualmente impegnata nel Rebel Heart Tour, presto anche in Italia.

Un po' di amarezza
Non manca una punta di amarezza, come la critica negativa ricevuta da Damon Albern in merito a 25. «È finita come uno di quei momenti in cui sarebbe stato meglio non incontrare il tuo idolo di gioventù. E la cosa più triste è che ero una grande fan dei Blur. È stato triste. Mi pento di averlo frequentato».