6 giugno 2020
Aggiornato 23:00
Moda

La stoffa che si mangia!

Tessuto di latte, arance o ortiche. A Treviso un mese di eventi sulle novità tessili italiane con l'evento «La stoffa delle artiste» alla diciannovesima edizione.

TREVISO - Un'evento giunto ormai alla sua diciannovesima edizione, che è la principale esposizione del settore a livello nazionale. Dal 15 novembre al 7 dicembre nella sede storica di Ca' Da Noal, potremmo di nuovo partecipare a «La stoffa delle artiste». Un viaggio nel mondo dei tessuti anche quelli più sperimentali e addirittura 'da mangiare'.

FIBRA DI LATTE - La fibra di latte,intero o di riso, coccola la nostra pelle. Inventata negli anni '30 dall'ingegner Antonio Ferretti il primo al mondo a ottenere una fibra dalla caseina. Oggi grazie alla bioingegneria, l'azienda pisana DueDilLatte, ottinere la fibra leggerissima e delicata sulla pelle per le sue t-shirt. Gli amminoacidi del latte nutrono e idratano la pelle. Il tessuto che se ne ricava è traspirante, anallergico e dall'aspetto luminoso. Alcuni degli abiti di DueDiLatte sono ottenuti unendo la fibra di latte con il cotone organico. Con questa tecnica è stato creato il denim di latte, resistente ma leggero.

VITAMINA C - Dall'idea di smaltire gli scarti dell'industria agrumicola per produrre tessuto nasce Orange Fiber. I capi così creati rilasciano vitamine sulla pelle grazie all'olio essenziale delle arance che viene incapsulato e fissato sulla fibra. Capi belli ed essenziali che rendono la pelle bella come dopo un trattamento di bellezza. Le proprietà benefiche dei vestiti di agrumi sono garantite 20 lavaggi ma Orange Fiber sta studiando un sistema di ricarica. I primi vestiti agli agrumi saranno in vendita dal 15 di febbraio.

ORTICHE - Fa parte invece dei tessuti dimenticati la fibra di ortica, in auge fino a 60 -70 anni fa quando veniva utilizzata addirittura per tessere le garze medicative durante il secondo conflitto mondiale. Realizzare questo tessuto è molto lungo e impegnativo: da cinqu chili di ortiche si ricavano circa 20 grammi di filato che viene tinto con pigmenti estratti dalle piante spontanee. Oggi la fibra di ortica viene utilizzata solo a livello artigianale per piccole produzioni.

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