15 dicembre 2019
Aggiornato 12:00

La Cina non paga Hollywood

I produttori e distributori americani dovrebbero ricevere centinaia di milioni di dollari per il successo in Cina di film blockbuster come «Skyfall», «Man on Steel» e «Star Trek Into Darkness», ma Pechino ha sospeso i pagamenti in risposta al rifiuto di pagare la nuova tassa del 2 per cento

NEW YORK - Da mesi gli studi cinematografici di Hollywood non sono pagati dal China Film Group, l'organizzazione dei distributori cinesi, poichè si oppongono a una nuova tassa imposta da Pechino sugli incassi al botteghino. I produttori e distributori americani dovrebbero ricevere centinaia di milioni di dollari per il successo in Cina di film blockbuster come «Skyfall», «Man on Steel» e «Star Trek Into Darkness», ma Pechino ha sospeso i pagamenti in risposta al rifiuto di pagare la nuova tassa del 2 per cento. A dare la notizia in esclusiva è l'Hollywood Reporter.

Secondo gli studi coinvolti, i sei principali di Hollywood, da Warner Brothers a Paramount, l'imposta violerebbe infatti gli accordi del World Trade Organisation (Wto), l'organizzazione mondiale del commercio. Secondo il Wto i produttori e distributori americani dovrebbero ricevere dalla Cina il 25 per cento degli incassi al botteghino, una percentuale che per Warner Brothers al momento significa come minimo 31 milioni di dollari, per Disney 35 milioni e per Sony 23 milioni.

La Motion Picture Association of America, l'associazione che difende gli interessi degli studi cinematografici americani, sta cercando di risolvere la situazione senza passare per i rappresentanti statunitensi al Wto. Per Hollywood si tratta infatti di una questione molto delicata, considerando che la Cina sta allentando le limitazioni sul numero di pellicole straniere da distribuire sul suo territorio, e secondo gli esperti del settore entro il 2020 è destinata a superare l'America nel mercato cinematografico.