8 marzo 2021
Aggiornato 07:00
A ottobre in mostra quasi 120 opere

«Picasso Black and White» al Guggenheim di New York

Sebbene sia uno dei più grandi artisti del Novecento, Pablo Picasso offre ancora nuovi spunti di ricerca. La tavolozza di colori che ha segnato i primi anni della sua attività, tra i famosi periodi blu e rosa, si è tinta per tutto l'arco della sua carriera anche di bianco e nero, creando un filone di opere ancora oggi poco conosciuto

NEW YORK - Sebbene sia uno dei più grandi artisti del Novecento, Pablo Picasso offre ancora nuovi spunti di ricerca. La tavolozza di colori che ha segnato i primi anni della sua attività, tra i famosi periodi blu e rosa, si è tinta per tutto l'arco della sua carriera anche di bianco e nero, creando un filone di opere ancora oggi poco conosciuto. E' a questi lavori che il museo Guggenheim di New York, uno dei templi dell'arte moderna e contemporanea, dedica la sua grande mostra autunnale. Dal 5 ottobre verranno esposte circa 120 opere, tra dipinti, sculture e lavori su carta, realizzate tra il 1904 e il 1972 e tutte accomunate dall'uso, cupo e austero, del nero, del bianco e di tenui sfumature di grigio.

Aperta fino alla fine di gennaio, «Picasso Black and White», questo il titolo della mostra, farà luce su una ricerca portata avanti dal maestro del cubismo in diverse fasi della sua attività artistica. Secondo Carmen Gimenez, una delle organizzatrici e curatrici dell'esibizione, l'uso delle tonalità bianche e nere nell'opera di Picasso avrebbe origine nello studio del linguaggio artistico delle origini, nei dipinti paleolitici realizzati con pigmenti minerali semplici e carbone. Gimenez ha riconosciuto inoltre l'influenza della tradizione pittorica spagnola, della predominanza del colore nero nelle tele di maestri come El Greco, Diego Velazquez, e Francisco Goya, e ha sottolineato come Picasso nei suoi dipinti tendesse a ricorrere a tonalità monocromatiche per risaltare le qualità scultoree delle figure. La struttura formale delle opere non rischiava così di essere compromessa, mantenendo l'intensità e l'automia necessaria a esprimere la drammaticità dei soggetti.