29 marzo 2020
Aggiornato 20:30
Cinema italiano

Abete: Amplieremo Cinecittà e tuteleremo i posti di lavoro

Aumentare la capacità di attrazione delle produzioni internazionali è uno dei punti cardine del progetto di rilancio e di ampliamento degli Studios

ROMA - Gli Studios di Cinecittà non verranno chiusi ma, anzi, verranno ampliati mantenendo la propria 'mission storica' e, al contempo, «guardando al futuro con una organizzazione idonea ad affrontare le nuove sfide e dare a Cinecittà un nuovo volto innovando gli spazi ed i servizi a vantaggio dei nostri clienti». Lo ha detto il presidente di Cinecittà Studios, Luigi Abete, in una conferenza stampa alla Casa del Cinema convocata per chiarire il futuro degli studi cinematografici di Cinecittà. «Purtroppo - ha spiegato Abete - una miope opposizione sindacale contrasta questo progetto ostinatamente con rilevanti danni. A parte il danno economico di un'azione sindacale fuori dalle regole, che si protrae ininterrottamente già da alcune settimane - ha aggiunto - il danno irreversibile è la campagna di stampa internazionale sullo slogan falso che Cinecittà chiude o viene cementificata, che allontana l'unico vero mercato potenziale del futuro, cioè quello del cinema internazionale».

Proprio aumentare la capacità di attrazione delle produzioni internazionali è invece uno dei punti cardine del progetto di rilancio e di ampliamento degli Studios: «Dal 2011 - ha spiegato Abete - siamo anche produttori esecutivi per le grandi produzioni internazionali, in collaborazione con i migliori professionisti del settore. Lo scopo è quello di valorizzare gli incentivi fiscali studiati dalle istituzioni per attrarre nel nostro paese i grandi film. Abbiamo iniziato lo scorso anno con To Rome With Love di Woody Allen», ha detto.

Per quanto riguarda le proteste dei sindacati di fronte al piano di riorganizzazione, i 50 lavoratori considerati in esubero non saranno licenziati: 32 di essi verrebbero trasferiti a lavorare nel reparto scenografie in Cat, la società già costituita dal nome Cinecittà Allestimenti e Tematizzazioni, che ha l'obiettivo di sviluppare il know how del settore a livello nazionale ed internazionale. La concentrazione del reparto scenografie in Cat, è stato spiegato, «da un lato eviterà licenziamenti conseguenti alla strutturale riduzione della domanda cinematografica, dall'altro costituirà l'opportunità per nuove assunzioni di giovani che potranno consolidare le professionalità attualmente esistenti». «La società opererà con più unità produttive, restando ovviamente attiva a Via Tuscolana nelle officine esistenti al servizio del mercato cinematografico. L'attuazione di questi tre progetti - ha detto Abete - consentirebbe di garantire l'occupazione e il livello salariale a tutti gli attuali dipendenti di Cinecittà, assorbendo anche esuberi di altri servizi dell'azienda». Per quanto riguarda i restanti 18 esuberi, si tratta di lavoratori impiegati in altri servizi il cui posto di lavoro sarebbe garantito se ci fosse un accordo sindacale per il conferimento in Cat.

L'azienda ha avuto, dal 26 maggio al 7 giugno, 12 incontri con le organizzazioni sindacali nelle sedi competenti, al primo dei quali il presidente di Cinecittà Studios ha partecipato direttamente. Nella vicenda dei rapporti tra sindacato e proprietà, aveva tentato di intervenire anche il Mibac, il cui segretario generale, Antonia Pasqua Recchia, il 10 luglio scorso aveva incontrato le rappresentanze dei lavoratori proponendosi quale facilitatore per un incontro con i vertici aziendali. A fronte della richiesta ai sindacati, come segnale di disponibilità al dialogo, di interrompere, fino all'incontro con l'azienda le diverse iniziative di protesta e del rifiuto dei sindacati visto che l'assemblea dei lavoratori aveva votato all'unanimità il proseguimento delle iniziative di lotta con altri 8 giorni di sciopero e il mantenimento del presidio con occupazione, anche il Mibac aveva desistito e sottolineato che non sembravano «sussistere le condizioni affinché il Mibac possa continuare ad impegnarsi per favorire il dialogo fra le parti, in un ruolo di mediazione che è l'unico possibile».

Abete sarà anche «ascoltato prestissimo dalla commissione cultura del Senato sul futuro di Cinecittà», ha annunciato in una nota il senatore del Pd Vincenzo Vita, vicepresidente della Commissione Cultura di Palazzo Madama.

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