Maria De Filippi: Bevevo troppo, ne sentivo il bisogno
La conduttrice: Così smollavo i freni inibitori. Ora sono astemia. Smisi quando un giorno, al bar dove andavo ogni sera, ordinai un caffè. Il barista mi chiese se volevo la correzione: erano le 11 di mattina
MILANO - In tv non si muove foglia che Maria De Filippi non voglia. Totem del piccolo schermo italiano, la conduttrice e autrice milanese si racconta in una lunga intervista al settimanale Vanity Fair, che le dedica la copertina del suo prossimo numero. Una De Filippi inedita, lontana dal personaggio stereotipato seduto sui gradini di uno show per ragazzi o alle prese con artisti in erba smaniosi di mostrare il proprio talento. Ansie, angosce, paure, e una gioventù segnata da severa disciplina e estremi eccessi.
«Sono stata educata in un certo modo: in un periodo della mia vita volevo addirittura fare la suora, pregavo sempre - ha raccontato Maria, che ha poi proseguito passando in rassegna le sue bravate adolescenziali -. Ne ho combinate davvero tante. Se uscivo con gli amici, per smollare i freni inibitori bevevo tantissimo. I miei weekend a Cervinia erano pieni di Negroni, vodka lemon e tequila boom boom. Oggi sono astemia. Smisi quando un giorno, al bar dove andavo ogni sera, ordinai un caffè - ha aggiunto -. Il barista mi chiese se volevo la correzione: erano le 11 di mattina».
Aver sposato un uomo divorziato l'ha dolorosamente allontanata dalla religione, ma l'amore per Maurizio Costanzo ha la priorità su tutto. Il giornalista, conduttore e autore televisivo, grande amico di Giovanni Falcone, fu vittima di un attentato nel maggio 1993, un anno dopo la morte del magistrato a Capaci. Maria, quel giorno, era seduta in macchina accanto a lui. «Ho superato quel momento con un lungo periodo di ipnosi. Avevo paura di tutto - ha sottolineato la De Filippi -. A un certo punto mi feci promettere da Maurizio che non avrebbe mai più parlato dell'argomento».
Paure che in parte sono state superate da Maria, altre le condizionano tutt'ora la vita: «Non sono mai stata a New York perché ho paura di volare - ha rivelato -. Vorrei tanto andarci, ma in quei momenti mi prende la tachicardia. Altre paure? In auto ho il terrore dei ponti, e dei camion. Mi sforzo di guidare lo stesso, ma solo accompagnata». La paura più grande però è quella di perdere il marito: «Quando arriverà quel momento per me sarà veramente un disastro, come quando è morto mio padre. Cerco di non pensarci - ha concluso la conduttrice di Amici -. Maurizio è più realista, spesso ne parla, e mi fa diventare matta. Io mi tappo le orecchie, non lo voglio sentire».