20 novembre 2019
Aggiornato 02:30
Cinema italiano

Claudia Pandolfi: Io e la trasgressione

L'attrice a Milano con il cast di «I più grandi di tutti», il nuovo film di Carlo Virzì: Non penso che bisogna arrivare a Satana per essere trasgressivo. Mi sento trasgressiva già portando mia figlia a scuola e vedendo le altre mamme super curate già di prima mattina

MILANO - Claudia Pandolfi si trasforma in rocker sboccata e dà vita al personaggio di Sabrina Cenci nel nuovo film di Carlo Virzì, I più grandi di tutti, da mercoledì 4 aprile in sala. L'attrice romana interpreterà la ribelle bassista dei «Pluto», band di genere «hard rock cafone» che negli anni Novanta aveva infiammato il litorale tirrenico e non solo.
Confrontarsi con la musica non è stato difficile per l'attrice, già abituata a sfogarsi in privato con la batteria. Carlo Virzì però le ha affidato uno strumento nuovo: «Il basso è l'unico strumento che non avevo ancora molestato. Sabrina è stato uno dei personaggi più divertenti della mia vita. E' stato liberatorio e una sorpresa inaspettata: mi sentivo già vecchia per un ruolo di questo tipo». Un ruolo che ha segnato anche una nuova fase della vita della Pandolfi, che sul set ha trovato l'amore nel frontman dei «Pluto» Marco Cocci dopo la fine della lunga storia con Roberto Angelini.

Mi sento trasgressiva già portando mia figlia a scuola - Naturalmente, Sabrina Cenci ha costretto Claudia Pandolfi a confrontarsi anche con il concetto di trasgressione. L'attrice al riguardo rivela la sua personale teoria: «Non penso che bisogna arrivare a Satana per essere trasgressivo. Mi sento trasgressiva già portando mia figlia a scuola e vedendo le altre mamme super curate già di prima mattina. La trasgressione è una caratteristica, a volte anche utile, una curiosità nei confronti della vita a cui in alcuni momenti mi sono attaccata per non scadere nella banalità».