18 gennaio 2020
Aggiornato 09:00
Meno gallerie, più qualità

Arte, a New York apre l'Armory Show

Al via la fiera di arte contemporanea, non mancano gli italiani. Una delle più grandi novità di quest'anno è che abbiamo lavorato con un importante studio di architetti che ha base a New York, Bade Stageberg Cox, che ha ridisegnato la pianta del padiglioni

NEW YORK - Un numero di gallerie ridotto, ma una maggiore qualità, di spazi e contenuti. All'insegna di questa formula apre le porte la quattordicesima edizione dell'Armory Show, la fiera newyorkese di arte moderna e contemporanea che dall'8 all'11 marzo porta in due grandi hangar affacciati sul fiume Hudson, il Pier 94 e 92, galleristi e collezionisti di arte moderna e contemporanea provenienti da tutto il mondo.

Non mancano le gallerie italiane - «Una delle più grandi novità di quest'anno è che abbiamo lavorato con un importante studio di architetti che ha base a New York, Bade Stageberg Cox, che ha ridisegnato la pianta del padiglioni» spiega il neo direttore della manifestazione, Noah Horowitz, aggiungendo che «gli stand sono più grandi e le aree di sosta e ristorazione sono state rinnovate, per incentivare l'interazione e rendere più piacevole la visita».
Il numero totale delle gallerie, tra la sezione di arte moderna e contemporanea, è 228, una cinquantina in meno rispetto a quelle dello scorso anno. Tuttavia, spiega Horowitz, «siamo molto contenti di poter contare tra gli espositori grandi nomi che non c'erano prima, o che mancavano da tempo e hanno fatto il loro ritorno per questa edizione, come Mai36, Victoria Mirò, Zwirner e Sean Kelly.
La newyorkese David Zwirner, da parte sua, fa onore a uno degli stand più grandi e meglio posizionati della fiera, presentando un nuovo lavoro site specific dell'artista tedesco Micheal Riedel, realizzato per l'occasione. «Non mancano anche alcune tra le maggiori gallerie italiane, come la Continua e Massimo De Carlo» continua Horowitz. E alla domanda se non tema il confronto con Frieze, la fiera che aprirà per la prima volta la sua edizione newyorkese il prossimo maggio, risponde che «Armory quest'anno è molto migliorata, abbiamo fatto un lavoro eccezionale, e si è reinventata. Devo dire che si respira un'aria di grande ottimismo».