24 maggio 2022
Aggiornato 14:00
Intervista al settimanale «Sette»

Carlo Verdone: Temi seri, raccontanti con ironia

Il regista parla del suo ultimo film: «Posti in piedi in Paradiso». La pellicola parla di famiglie separate e figli in balia dei capricci dei genitori: un argomento senza dubbio attuale, che il regista 61enne definisce «una vera e propria emergenza sociale»

MILANO - «Scrivere commedie che nascono da temi tutt'altro che comici è diventata la sfida più delicata in questa fase matura della mia carriera». Con queste parole Carlo Verdone si racconta in una lunga intervista al settimanale Sette, nella quale evidenzia il suo desiderio di coniugare temi seri ad un'intelligente ironia. «Nei miei intenti l'orientamento del racconto cinematografico verso un aspetto tragico o tragicomico della realtà - sottolinea il regista e attore romano - è sempre stato l'unico motivo di interesse per continuare a realizzare commedie».
Verdone, agganciandosi al discorso, coglie l'occasione per presentare il suo ultimo film, Posti in piedi in Paradiso, nei cinema dal 2 marzo. La pellicola parla di famiglie separate e figli in balia dei capricci dei genitori: un argomento senza dubbio attuale, che il regista 61enne definisce «una vera e propria emergenza sociale che crea una nuova categoria di poveri».

Il messaggio di speranza arriva dai figli - Nel film Marco Giallini, Pierfrancesco Favino e Carlo Verdone sono rispettivamente un agente immobiliare, un critico cinematografico e un ex discografico di successo, tutti alle prese con problemi in famiglia. I tre protagonisti condividono un appartamento, nel quale emergono le differenze tra loro: «Pensammo subito che la condivisione di una casa potesse essere la base per far scattare le loro diversità, le loro particolari abitudini, e, di conseguenza, la parte comica del film». Poi c'è Micaela Ramazzotti, la figura femminile che fa sì che le vicende non pendano troppo dalla parte maschile.
Il messaggio di speranza del film arriva dai figli: «Non c'è solo il tema della sopravvivenza di tre uomini, ci sono anche i loro figli - ha concluso Verdone -. Rappresentandoli più maturi dei loro padri, più forti e più determinati nelle decisioni, il racconto sottolinea il fallimento di una vecchia generazione e la voglia di non ripercorrere gli errori dei loro genitori».