1 aprile 2020
Aggiornato 14:00
Settantotto anni e non sentirli

Michael Caine: Moglie e nipoti mi fanno sentire giovane

L'attore sul Mirror: Non ho intenzione di smettere di recitare. Ogni volta che leggo una sceneggiatura che mi piace la vivo come un'offerta che non posso rifiutare. E non è una questione economica

LONDRA - Settantotto anni e non sentirli. Michael Caine, in una lunga intervista al Mirror, svela la sua ricetta per l'eterna giovinezza. «Come faccio a non sentirmi vecchio? Semplice, non mi guardo allo specchio - scherza l'attore londinese -. Così penso sempre di avere 38 anni». La moglie Shakira rappresenta un colonna portante della vita di Michael: a quarant'anni dal matrimonio il due volte premio Oscar è ancora felice come il primo giorno che l'ha incontrata.
«Ho visto per la prima volta Shakira in un spot pubblicitario - racconta Caine al tabloid inglese -. Ho pensato di andarla a cercare in Brasile, poi tramite un amico in comune ho scoperto che abitava a un miglio da casa mia. A 65 anni è ancora bellissima, ma dovevate vederla a 24. Spesso ce ne andiamo a Parigi per un fine settimana. E' la nostra città, ci facciamo delle piccole lune di miele».

Oltre la moglie, a far sentir giovane Michael ci sono i nipotini. «Fino a poco tempo fa spronavo le mie due figlie affinché mi regalassero dei nipoti - dice Sir Caine -. In due anni ne ho avuti addirittura tre, due maschi e una femmina, perfetto». Nonno Michael sembra veramente innamorato dei suoi nipotini: «E' una sensazione che non puoi capire fin quando non la vivi. Sono incantato da loro, e mia moglie ancor più di me. E' fantastico».

Poi c'è il lavoro, quello non manca mai. Michael tornerà a luglio sul grande schermo con l'ultimo episodio di Batman, «Il ritorno del Cavaliere Oscuro», nel ruolo per il quale è più conosciuto: l'astuto maggiordomo Alfred. «Un pomeriggio passeggiavo per Londra - racconta Caine -, e sono stato attorniato da tanti ragazzini giapponesi di circa dodici anni. Mi hanno chiesto 'Ma tu sei Alfred?'. Mi ha fatto molto piacere essere riconosciuto anche da un pubblico più giovane». Insomma, smettere di recitare proprio non se ne parla: «Ogni volta che leggo una sceneggiatura che mi piace - conclude l'attore - la vivo come un'offerta che non posso rifiutare. E non è una questione economica».

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