23 luglio 2019
Aggiornato 08:30
Intervista al «Giornale»

Stella: «La7 andrà forte anche senza Santoro»

L'Ad di Telecom Italia Media: «E' facile chiedere libertà con i soldi degli altri»

ROMA - E' vero che non ha preso Santoro a La7 per non dare un dispiacere a Berlusconi? «Fesserie. Se mi avessero chiesto una cosa del genere avrei dato le dimissioni. Con Santoro non abbiamo chiuso il contratto solo perché lui pretendeva libertà assoluta, nessun controllo su scaletta, ospiti e filmati». Lo afferma in un'intervista al Giornale Giovanni Stella, ad di Telecom Italia Media.

Stella spiega di aver avviato le trattative «perché è stato lui a venire da me. Ho una regola: nulla chiedere, nulla rifiutare, tutto verificare. Eravamo d'accordo su tutto: corrispettivo economico, collaboratori, tipo di prodotto, costo puntate. Ma nessun editore può dare carta bianca perché ha la responsabilità finale di quello che va in onda», aggiunge Stella in un altro passaggio dell'intervista.

Ora che Santoro produrrà in proprio i programmi «non vedo l'ora di vederlo alla prova. E' facile chiedere libertà con i soldi degli altri. Michele è uno che ha bisogno di un nemico e se non lo trova lo cerca nel proprio editore». In ogni caso, sostiene Stella in un altro passaggio, «si può vivere felici anche senza di lui. Siamo cresciuti moltissimo e speriamo di migliorare ancora». La 7 'terzo polo dell'informazione? «Di terzi poli non ci interessiamo, sono cose del passato. A volte La7 si è autolimitata. La situazione mediatica e politica è cambiata. La nostra crescita non dipende da condizionamenti esterni. Noi puntiamo solo a un obiettivo: realizzare programmi che rendono più di quanto costano».