24 maggio 2022
Aggiornato 01:00
Cinema | USA

In sala «The Conspirator», film di Redford che ha diviso gli USA

Parallelo tra i cospiratori dell'omicidio di Lincoln e detenuti di Guantanamo

ROMA - Ha diviso il pubblico e la critica americana, e il 22 giugno arriva anche in Italia The Conspirator, il nuovo film di Robert Redford con James McAvoy e Robin Wright che ricorda l'America di ieri per spiegare quella di oggi. La pellicola racconta cosa successe all'indomani dell'assassinio del presidente Lincoln, quando sette uomini e una donna vennero arrestati e giudicati in pochissimo tempo da un tribunale militare che li condannò a morte, perché, come spiegò il Ministro della Guerra, «il popolo vuole un colpevole».

Nonostante quei fatti siano avvenuti un secolo e mezzo fa anche una gloria nazionale come Robert Redford ha avuto difficoltà a trovare finanziamenti per realizzare il film per l'imbarazzante parallelismo con la storia di oggi: era stato pensato durante la presidenza Bush e rappresentava in qualche modo un atto d'accusa contro Guantanamo, dove i detenuti vengono giudicati da tribunali militari. Il fatto è che Obama oggi non solo non è riuscito a chiudere il carcere, nonostante lo avesse ripetuto più volte in campagna elettorale, ma non è riuscito ad ottenere neanche che i detenuti vengano processati da un tribunale federale. Il Time ha elogiato il film, mentre il New York Times lo ha stroncato perché punta a riabilitare dei cospiratori.

«Ci sono dei parallelismi tra quel tribunale militare e quelli dei detenuti di Guantanamo. La storia e gli avvenimenti di oggi hanno un modo interessante di mettere in luce le somiglianze tra le due situazioni. Sarà il pubblico a decidere» aveva detto Robert Redford alla vigilia dell'uscita del film. Il pubblico Usa evidentemente non ha gradito, perché il film ha incassato solo 11 milioni di dollari, ma Redford, che rimane uno dei registi più impegnati di Hollywood, è sicuro che «Spesso c'è un'altra verità dietro a quella che ti era stata raccontata. Questo avvenimento come molti altri della storia americana, dimostrano come un individuo possa essere vittima del cosiddetto interesse superiore».