28 gennaio 2020
Aggiornato 01:30
Cambio di rotta per il regista

Paul Haggis: Vi presento un thriller sull'amore

Da venerdì nelle sale il nuovo film «The next three days» con Russel Crowe

ROMA - Paul Haggis cambia rotta: il più grande sceneggiatore di Hollywood dopo aver affrontato temi come l'eutanasia in Million dollar baby o la guerra ne La valle di Elah, dirige un thriller sulla natura dell'amore, The Next Three Days, con Russel Crowe, che uscirà l'8 aprile in 450 cinema. La pellicola mostra un tranquillo professore che escogita un piano per far evadere dal carcere la moglie, accusata ingiustamente di omicidio, e oggi a Roma il regista-sceneggiatore premio Oscar ha spiegato: «Volevo indagare sul limite a cui ti può spingere l'amore per una persona, e in questo caso Russel Crowe rischia fino all'estremo, è disposto a pagare qualunque prezzo. Penso che un film debba garantire l'intrattenimento ma debba anche far riflettere e in questa pellicola emerge quanto sia importante dare più che ricevere: un messaggio che vale per l'amore, gli affari e anche la politica».

«Bisogna aiutare le persone che lottano per la libertà» - Il regista, molto critico negli anni passati nei confronti della politica di Bush, anche se oggi presenta un film sull'amore ci tiene a dire la sua sull'attualità: «Per quanto riguarda la Libia posso solo dire che secondo me bisogna sempre aiutare le persone che lottano per la propria libertà. Il problema però per me è un altro: l'Occidente spesso crea i suoi stessi nemici, poi ad un certo punto li tratta da cattivi e decide di combatterli con la violenza. - ha affermato - Io mi chiedo: Avremmo oggi i problemi che abbiamo con l'Iran se non avessimo sostenuto un governo assassino come quello dello Scià?».

«L'ego ha distrutto molte carriere ad Hollywood» - Anche nel prossimo film, che, come ha annunciato il regista a Roma, si intitolerà Terza persona, si parlerà d'amore e di scelte morali. «Il mio unico obiettivo quando lavoro è scrivere una buona storia, a prescindere dal tema e dal fatto che sia un thriller, un dramma o una commedia e di solito ci impiego molto tempo e non sono mai soddisfatto. Per scrivere quest'ultima ho impiegato un anno e mezzo, per 9Million dollar baby' un anno» ha spiegato Haggis, che ha concluso: «La vera sfida però ogni volta è prendere sul serio il mio lavoro ma non prendere sul serio me stesso: l'ego ha distrutto molte carriere ad Hollywood».