22 settembre 2020
Aggiornato 17:05
Televisione

Luca Bizzarri: Non temo la solitudine, ma la compagnia

Paolo Kessisoglu: «In Italia la felicità degli altri è noiosa». A breve torneranno in tv con la sit-com «Camera Café»

ROMA - Luca e Paolo lavorano in coppia da vent'anni. Tra i loro successi 'Le Iene' e quest'anno anche Sanremo. A breve torneranno in tv con la sit-com Camera Café. «Non mi sposerò fino a 40 anni. Sono un tipo che se ne sta per conto suo, per nulla mondano. Passo giornate intere a leggere. Non mi fa paura stare solo, piuttosto mi terrorizza la compagnia», dice Luca Bizzarri di sé, mentre per Paolo Kessisoglu, felicemente sposato e con una figlia, «in Italia mica è come in America dove avere una famiglia felice, specie dentro lo star system, è molto fico. Qui la felicità degli altri è noiosa, gira un sacco di invidia a colpi di 'che noia questi due che sono vegetariani, che mandano la figlia alla scuola steineriana, questi due perfettini'».

«Paolo non ama rischiare - spiega Luca sulle pagine del settimanale Sette - ma se ce l'hai al tuo fianco, una volta che l'hai convinto, si butta nel fuoco per te. Devi solo fargli capire quanto è bello buttarsi. Lui ci tiene ad avere un'aria di serietà, di compostezza, ma basta lasciarlo da solo con me e ridiventa lo scemo di un tempo, è facile riportarlo sulla cattiva strada».

Secondo Paolo, invece, Luca «è un po' geloso. Altrimenti non mi spiego perché continui ostinatamente a non voler frequentare la mia famiglia. E mi dispiace. Peccato che lui a casa mia non voglia entrare: vuole dividere le cose e secondo me non è giusto, anche se rispetto la sua volontà». Ribatte Luca: «Non amo le tavolate, sarebbe sbagliato fare casa e bottega. Una famiglia allargata è un errore. A parte che non vedo come potrebbero sopportarmi se fossi presente nella loro vita familiare. Sarebbe un incubo. Anche per lui».

Concludono sull'esperienza sanremese: «Il Festival mi ha fatto capire che razza di Paese è questo, dove le cose sono sempre gravi ma non serie. Sanremo è una cosa seria: le pressioni più forti le abbiamo ricevute - dice Luca - perché non storpiassimo i nomi dei cantanti. Dei testi su Berlusconi o Bersani non gliene fregava niente. Magari in Italia si facessero le cose come si fa a Sanremo. Sarebbe il caso di scendere meno in piazza e di andare di più a votare», mentre Paolo chiude: «Troppa superficialità. Problemi veri tenuti ai margini. È solo contro o pro Berlusconi».