14 luglio 2020
Aggiornato 06:30
8 Marzo

007 Craig si traveste da donna contro le disuguaglianze

Da «Bond a bionda», l'attore con parrucca, abito e borsetta. Si tratta di un cortometraggio di due minuti commissionato da Equals

LONDRA - Da «Bond a bionda»: l'attore britannico Daniel Craig, protagonista del franchise dedicato all'agente segreto, ha indossato una parrucca bionda, un abito con fantasia geometrica bianco e nera, tacchi alti e borsetta per il centesimo anniversario della Giornata internazionale della Donna. Un'immagine che farà sicuramente sorridere i fan dello 007, ma che cela un messaggio profondo: l'attore ha voluto vestire letteralmente i panni di una donna per sottolineare le disuguaglianze che le donne si trovano a combattere nel mondo.

Si tratta di un cortometraggio di due minuti commissionato da Equals - un network di associazioni patrocinato da Annie Lennox - e diretto da una donna, Sam Taylor Wood, in cui la voce fuori campo di Judi Dench, che interpreta il suo capo «M», chiede a Craig-Bond se tra loro c'è parità. Sebbene siamo nel 2011, aggiunge mentre l'attore è al centro dell'inquadratura inizialmente in abito scuro, gli uomini guadagnano più delle donne, hanno migliori prospettive di lavoro, hanno meno probabilità di essere vittime di molestie e avere un figlio per loro non rappresenta un ostacolo alla carriera.

Statistiche che fanno scurire in volto l'agente segreto. Il capo M chiede allora a Bond, lui che ha una certa attrazione per il gentil sesso, se non si è mai messo nei panni di una donna, e voilà: Craig esce dallo schermo e riappare vestito da bionda mozzafiato, mentre la voce continua a elencare i dati sulla condizione delle donne nel mondo. Le donne eseguono i due terzi del lavoro nel mondo, ma ricevono solo il 10% dei guadagni totali e possiedono appena l'un per cento delle proprietà; 70 milioni di bambine non hanno accesso all'istruzione di base e 60 milioni di ragazze sono abusate mentre vanno a scuola, e così via. La regista, la prima a dirigere Bond, sottolinea: «Nonostante i grandi progressi fatti nel campo dei diritti femminili, le statistiche mostrano che quando si tratta di bilanciare i poteri tra i sessi, l'uguaglianza è molto lontana dall'essere una realtà globale».