13 luglio 2020
Aggiornato 21:30
La Lega boicotta «Vallanzasca». Il regista controbatte

Placido: «Hanno buttato 20 milioni di euro nel film su Alberto da Giussano»

Ma Davide Cavalletto del Carroccio rincara la dose: «Se ne vada all'estero»

ROMA - Si riaccende la polemica sul film di Michele Placido dedicato al bandito anni 70 Renato Vallanzasca.
Stavolta è la Lega a prendere di mira il regista: «Michele Placido - dice in una nota il deputato del Carroccio Davide Cavallotto - farebbe meglio a vergognarsi. Ridicolo è chi afferma che i veri delinquenti stanno in Parlamento, dove secondo lui ci sono persone che hanno fatto peggio di Vallanzasca. Affermazioni ignobili, degne di un cattivo maestro che usa il cinema per diffamare l'immagine di questo Paese».

CAVALLOTTO: DIFENDO I GIOVANI DA MESSAGGI DEVIANTI - «Se Placido ritiene di essere più apprezzato all'estero - aggiunge l'esponente leghista - ci vada pure, nessuno qui sentirà la sua mancanza. Il mio compito è di occuparmi dei messaggi che vengono trasmessi alle giovani generazioni e come parlamentare ho il dovere di denunciare comportamenti che ritengo ingiusti e offensivi della dignità altrui. Non sarà certo un regista a dirmi quali dichiarazioni posso rilasciare o di cosa mi devo occupare».
«Anzi, ribadisco il mio invito - conclude Cavallotto - a non andare a vedere questo film e consiglio ai giovani di guardare e imitare i tanti esempi positivi che hanno caratterizzato la nostra storia».

PLACIDO: NON HO VOLUTO SDOGANARE UN ASSASSINO - Michele Placido non ci sta. All'invito al boicottaggio del suo film «Vallanzasca - Gli angeli del male», lanciato dal deputato della Lega Davide Cavallotto, secondo cui il regista eleva al rango di eroe un criminale, il regista ha risposto: «La sua è una dichiarazione ridicola, questo deputato farebbe meglio a non parlare di cinema. Per comprendere quanto il suo partito capisca di cinema basta ricordare che la Lega ha fatto una grande propaganda l'anno scorso al film 'Barbarossa' su Alberto da Giussano, che ha ottenuto venti milioni di euro di finanziamento, ma nessuno è andato a vederlo al cinema». Il deputato della Lega ha accusato Placido di utilizzare «affascinanti attori» per sdoganare l'immagine di un criminale, ma Placido alla presentazione della pellicola a Roma ha specificato: «Vallanzasca è stato ed è un assassino, e nel film ho usato la durezza necessaria nei suoi confronti».

IL FILM VOLUTO DALLA LEGA NON LO HA VISTO NESSUNO - Il problema per il regista è che ormai in Italia si producono solo film leggeri che non spingono a pensare, mentre il racconto della realtà suscita polemiche: «Io - ha proseguito - da anni vorrei girare un film su Mani Pulite ma non trovo finanziamenti.
Raccontare la realtà ti costringe a pensare, mentre questo è un Paese agli sgoccioli: ormai gli italiani sono abituati ai comportamenti amorali da parte dei politici ma fanno finta di niente. Poi se si gira un film su Vallanzasca si grida allo scandalo: è un paradosso».

CERCHERO’ IN FRANCIA I SOLDI PER FARE MANI PULITE - Placido in «Vallanzasca - Gli angeli del male», in uscita nelle sale venerdì prossimo, ricostruisce la vicenda criminale del bandito che terrorizzò Milano e l'Italia intera tra il 1972 e il 1985, condannato ad una pena di 260 anni di carcere, dove si trova ancora oggi, per 6 omicidi, 4 sequestri di persona e molte rapine. Placido è convinto che sia doveroso e necessario raccontare la nostra storia, lo ha già fatto con «Un eroe borghese», sulla vicenda dell'avvocato Giorgio Ambrosoli e in Romanzo criminale, sulla Banda della Magliana, e si chiede perché oggi nessuno giri un film sui legami tra politica e mafia nel momento in cui furono uccisi Falcone e Borsellino. I suoi prossimi due film li girerà in Francia, saranno due film di genere: «In questo periodo mi sento molto isolato qui, chissà che non trovi in Francia un produttore che voglia investire sul progetto su Mani Pulite» ha affermato.

PORTE CHIUSE ANCHE PER BELLOCCHIO - Anche «Vallanzasca» è stato prodotto da una major americana, la Fox, e ora verrà distribuito in molti Paesi europei e negli Usa, cosa piuttosto rara per un film italiano. «Fare questo tipo di film in Italia sarà sempre più difficile. In Francia ci sono agevolazioni statali per chi investe in questo settore e un interesse vero dei produttori nel nostro cinema. Lì si producono 300 film l'anno ma non hanno sufficienti registi, qui ci sono 300 registi ma non si producono i film, e quindi ormai esportiamo manodopera. Gli autori veri faticheranno sempre più in futuro, basta pensare che uno come Marco Bellocchio non riesce a trovare finanziamenti per fare un film sull'Italia di oggi».