Canova: il successo di Zalone nasce da comicità inedita
«Che i soldi incassati siano reinvestiti per fare un cinema anche ricercato, di nicchia». Lomuscio: «Il pubblico si rispecchia nell'italiano medio che interpreta»
ROMA - Checco Zalone batte Roberto Benigni. Il film Che bella giornata, uscito nelle sale lo scorso 5 gennaio, è il miglior incasso di sempre del cinema italiano avendo battuto La vita è bella. Il film premio Oscar nel 1997 aveva totalizzato 31.231.984 euro, ma nell'ultimo weekend quello di Zalone lo ha raggiunto e superato con 31.479.000 euro d'incassi. «Un successo che nasce da un esempio di comicità fresca e inedita. La sua genialità sta nell'interpretare un cretino e facendo così assolve il pubblico dal pensare di essere cretini», ha dichiarato a TM News il critico cinematografico Gianni Canova, volto di Sky Cinema, che apprezza molto il comico e questo tipo di film, come anche Benvenuti al Sud, ma a una condizione: «Che i soldi incassati siano reinvestiti per fare un cinema anche ricercato, di nicchia. Se ciò accadrà avremo una prossima bella stagione cinematografica, se invece verranno utilizzati in maniera parassitaria soltanto per fare film alla Checco Zalone sarà una tragedia».
Anche per Francesco Lomuscio è un successo «facilmente spiegabile». «Partiamo sicuramente da quello che, da qualche anno, è ormai un fenomeno di successo televisivo comico, quindi, come un po' tutti i volti cari alla cultura popolare - spiega a TM News il critico di Filmup.com e Movieye.it - difficilmente viene ignorato quando sfruttato in forme d'intrattenimento diverse dal piccolo schermo. Oltretutto, credo che il segreto del personaggio di Zalone sia dovuto in particolar modo alla capacità di far emergere le magagne che si nascondono dietro le apparentemente linde realtà tricolori senza rendersene conto, ma semplicemente facendo ricorso a quello che, definito dai più snob ignoranza, altro non è che candore, tipico dell'italiano medio che campa di stipendio, ovvero quello che rappresenta la maggior parte di coloro che vanno al cinema per guardare commedie popolari».
«Quindi, nell'Italia in cui non si parla altro che di raccomandazioni, spinte e amicizie 'alte', lo spettatore non può fare altro che sognare ridendo nell'assistere alla goffa storia di uno sprovveduto che si ritrova a fare l'agente della sicurezza facendone succedere di tutti i colori, ma diventando inconsapevolmente - conclude Lomuscio - la salvezza dell'Italia attraverso la sua ingenua purezza».