23 luglio 2019
Aggiornato 10:00
La pupa e il secchione

Per l’esperto, la Cipriani è veramente una capra

La scienza entra nella villa per analizzare i concorrenti

Pianti, botte, insulti, ma anche verità. La quinta puntata de la «Pupa e il secchione» ha svelato una verità insospettata: le «Pupe» non sono stupide, ma arriviste furbe e calcolatrici. Queste è l’idea che dopo cinque settimane si sono fatti i «secchioni» delle ragazze con le quali vivono da più di un mese nella villa vicino Roma che ospita il set della trasmissione di Italia 1.

Fa eccezione la Cipriani: per lei arriva invece un certificato di autenticità stilato da un vero esperto: si chiama Francesco De Fant ed è uno studioso del linguaggio del corpo.
Secondo De Fant la «pupa» campionessa di ignoranza, non finge ma è autentica.
E’ un giudizio che ha lasciato perplesso anche Papi, il quale non nasconde di essere incredulo davanti alla incapacità della Cipriani di riconoscere in foto Bill Clinton nonostante i suoi suggerimenti.
Ma il presidente della giuria, Vittorio Sgarbi, concorda con il verdetto dell’esperto e dà una sua spiegazione del fenomeno Cipriani: «Nessuna meraviglia-dice Sgarbi- in questa ragazza possiamo assistere ad un effetto evidente: più le crescono le tette, più le diminuisce il cervello».

Ai telespettatori non è però sfuggito che anche la campionessa dell’ignoranza quando si è trattato di confutare il giudizio dei «secchioni» sull’arrivismo delle «pupe» non abbia faticato a trovare gli argomenti e le parole giuste per controbattere l’opinione negativa che hanno affermato di avere sulle «pupe».
» Voi nei vostri rispettivi campi siete ambiziosi quanto noi», ha replicato la Cipriani.
«Ambiziosi, ma non arrivisti, c’è una bella differenza» l’ha però corretta Di Giovanni, il «secchione» che si è fatto portavoce nel riferire il giudizio sulle «pupe»dei suoi compagni in villa.
E’ stato un momento di reality «verità» che fa riflettere su questi due mondi, quello dell’apparire e quello del sapere mescolati in una trasmissione che, pur non mancando di continui ammiccamenti ai corpi continuamente esibiti delle belle ragazze che vi partecipano, forse finisce per essere meno fatua di quello che sembra.
Indipendentemente dai ruoli preconfezionati che «pupe» e «secchioni» sono chiamati a rappresentare in questo reality c’ è infatti una verità che nessuna finzione può celare: ed è lo scontro inconfessato, ma latente, fra il desiderio dei «secchioni» di entrare in una confidenza veritiera con ragazze, la cui prestanza fisica è al di fuori della loro portata e il razzismo delle «pupe» che respingono in un modo evidente, anche se non scoperto, questa desiderio dei ragazzi.
» Il loro giudizio è quello della volpe che non riesce a raggiungere l’uva. Ma loro non saranno mai come noi», li deride la Cipriani.
Questo è forse l’aspetto più negativo di questa trasmissione.
Le «pupe» sono anche disposte (sincere o no) a fare opera di contrizione rispetto al loro modello di vita («basta con le discoteche cercherò di prendere il diploma», dice Monica), ma la supremazia del loro aspetto fisico rispetto a quello dei loro compagni eruditi rispecchia esattamente il primato di valori che oggi domina la società.
Per il resto fra le coppie nominate è rimasta in campo quella composta dalla sveglia Pasqualina e da Di Giovanni.
Infine, dato atto a paola Barale di una antipatica compostezza e riconosciuta a Enrico Papi la simpatia che una simpatia api a fare la figura dell’ornamento inutile è proprio la giuria, nonostante i tentativi di Platinette e di Sgarbi di richiamare ogni tanto l’attenzione su di loro.