21 agosto 2019
Aggiornato 20:30
Intervista a Vanity Fair

Non voglio cancellare Morgan dalla vita di mia figlia

Asia Argento: «Marco non ha praticamente mai provveduto al mantenimento. Ma, soprattutto, non c'era»

ROMA - «Io non voglio togliere nulla a nessuno, tanto meno cancellare Marco dalla vita di Anna Lou. Qui stiamo parlando dell'aspetto legale della potestà genitoriale, quello morale è lui che ha deciso di non esercitarlo». Così Asia Argento parla per dell'azione che ha avviato al Tribunale dei Minori di Roma contro Marco Morgan Castoldi, suo ex compagno e padre della figlia Anna Lou. Prima per revocare l'affidamento condiviso disposto tre anni fa e passare a quello esclusivo, poi per chiedere la decadenza della potestà genitoriale: richiesta partita a inizio febbraio dopo che Morgan aveva affermato di fumare cocaina come antidepressivo.

L'attrice a Vanity Fair - che le dedica la copertina del numero di domani - spiega che nella sua «decisione difficilissima' è stata determinante la nascita del secondogenito Nicola, avuto dal marito Michele Civetta. «Guardarlo fare il padre - crescere un bambino insieme, 24 ore su 24 - mi ha fatto capire che certe mancanze, certi segni di assenza, di disinteresse, di anaffettività, non erano normali».

«Marco non ha praticamente mai provveduto al mantenimento di sua figlia. Ma, soprattutto, non c'era. L'affidamento condiviso in realtà non è mai esistito. Poteva vederla un weekend sì e uno no, e all'inizio io spingevo perché lo facesse. Compravo il biglietto, l'accompagnavo a Milano, la tornavo a prendere, - spiega - ma era uno sforzo solo mio. Quante volte è venuto a trovarla, negli ultimi due anni, quando si trovava a Roma per lavoro o per altri motivi? Mai».

Racconta poi un episodio: «Una volta aveva promesso di andare a prenderla a scuola, io per fortuna ho detto all'autista dello scuolabus: se vedi che è rimasta sola, portala a casa subito. Poi Marco ha chiamato, si era svegliato tardi, mi ha chiesto se Anna Lou poteva aspettare. No, gli ho risposto, non ti può aspettare, è già rientrata. Lui non capisce il danno che può fare. Un bambino, quando aspetta qualcuno, 'si prepara il cuore', e quando quel qualcuno non arriva, si interrompe il rapporto di fiducia, che è necessario per una crescita sana».