10 dicembre 2019
Aggiornato 01:30
Spettacoli. TV

Vinci: non è ancora il mio «Matrix» ma il bilancio è positivo

«Matrix è ancora un work in progress, ma la scommessa è vinta. Rapporti chiusi con Mentana»

ROMA - «Il bilancio di questo 2009 a Matrix lo faccio su me stesso ed è positivo. Ma non è ancora il Matrix che voglio io». Parola di Alessio Vinci che traccia un bilancio del suo primo di conduzione del programma di approfondimento di Canale 5. «Sono d'accordo con Piersilvio Berlusconi quando dice che bisogna rimettere le mani nel programma: amplieremo lo spazio dedicato al faccia a faccia, rivedremo alcune cose», spiega in un'intervista al mensile free press Pocket.

SCOMMESSA DIFFICILE - «Sapevo che si trattava di una scommessa difficile, il programma è stato costruito su Mentana e i cambiamenti in questi casi necessitano di moltissimo tempo per essere realizzati e metabolizzati. Matrix - prosegue - è ancora un work in progress. Ma la scommessa è vinta, penso ai servizi che mandiamo in onda, alla valorizzazione della redazione. Soffriamo un pò con lo share, è innegabile. Ma in questo Paese, anzi dappertutto, spesso l'ascolto non è proporzionale alla qualità».

RAPPORTI CHIUSI CON MENTANA - Vinci parla anche della diffidenza manifestata da alcuni colleghi al suo approdo a Matrix: «E' una reazione normale, succede in ogni ambiente. Quando uno arriva da fuori raccoglie un misto di invidia e pregiudizio. Ostilità no, è un termine esagerato, un pizzico di cattiveria forse. Ma credo di essermi conquistato la fiducia di molti, soprattutto dei collaboratori». Con Mentana i rapporti sono chiusi: «Ci sono stati un paio di sms, per il resto non abbiamo contatti». Quanto a Berlusconi: «Da lui ho ricevuto due visite in trasmissione a Matrix e un biglietto di auguri con 15 cravatte». Vinci parla anche di Vespa e Santoro: «La differenza tra me e loro è che loro fanno il mestiere di conduttore da tanto tempo, io sono agli inizi».

L'ex corrispondente della Cnn chiude ricordando le difficoltà incontrate nel passaggio dall'inglese all'italiano: «Non è stato facile. L'inglese - chiude Vinci - è più semplice, immediato. La comunicazione in italiano è articolata, ricca di sfumature. Ad essere sincero faccio fatica ancora adesso».