17 luglio 2019
Aggiornato 01:00
Cinema. Attori

Robin Wright: impersonare moglie remissiva è una vera noia

L'ex moglie di Sean Penn intervista da Marie Claire: «Esordi da modella devastanti per autostima»

LOS ANGELES - «Impersonare la moglie remissiva, tutta comprensione e partecipazione, è una vera noia». A dichiararlo in un'intervista al mensile Marie Claire, in edicola da domani, è la star del cinema americano Robin Wright Penn. L'attrice 43enne, giunta al capolinea della sua relazione con Sean Penn dopo due separazioni, è ora nelle sale cinematografiche al fianco di Jim Carrey in A Christmas Carol.

A renderla celebre è stato il suo ruolo di Jenny in Forrest Gump e la Wright ha raccontato di amare i ruoli impegnativi. «Mi fanno sorridere le attrici che per un copione non vogliono mai farsi imbruttire - ha spiegato - io dico: ma ti interessa la parte o no? Se ti scappa, bene; altrimenti libera il bagno tesoro. Ci capiamo?», ha continuato l'attrice.

A non piacerle sono invece i suoi esordi da modella, che non ricorda volentieri. «E' stato devastante per la mia autostima - ha dichiarato - mi hanno fatto sentire una 'merda'. Ho dovuto sorbirmi commenti agghiaccianti: 'gambe troppo corte. Tette troppo piccole. La prossima, grazie'. Non ti trattano da essere umano. Per loro sei merce». Per questa ragione la Wright è stata in cura per anni. «Sono sempre stata piuttosto schiva - ha spiegato - forse perché è l'unico modo per rimanere intatta. Se ti lanci nel mucchio, fai un film dopo l'altro e finisci su tutte le copertine, ti masticheranno per bene e poi ti sputeranno».

L'attrice non parla molto dell'ex marito Sean Penn, ma ricorda però quando per la prima volta è stata invitata nella suite dell'attore. «Sono arrivata e la porta era socchiusa - ha raccontato - sento «vieni, vieni pure». La voce arrivava dalla camera da letto. «Prego, accomodati». Entro nel salotto e mi siedo. E lui compare con indosso un casco coloniale, una cravatta texana, un sospensorio e un paio di stivali da cowboy. Sono mezza morta dal ridere».

L'attrice ha commentato inoltre lo stand by di un anno per la mancanza di budget prima di iniziare le riprese di Le vite private di Pippa Lee, diretto da Rebecca Miller. «La mia presenza nel cast non serve a nulla - ha detto - con Rebecca abbiamo discusso ogni singolo dettaglio. Con una giovinezza tanto traumatica e un marito che si scopre tanto infedele, sarebbe stato fin troppo facile dipingere Pippa come una vittima, ma non lo è», ha concluso.