9 febbraio 2023
Aggiornato 12:30
Scomparsa Mile Bongiorno

Addio a Mike, «eroe che ha unito l'Italia» con la tv

Così Berlusconi tra Vip spettacolo, 10mila in piazza Duomo Milano

MILANO - Mike Bongiorno era «un eroe» italiano e un protagonista dell'unificazione del Paese attraverso la televisione. Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha ricordato fra i tanti il presentatore scomparso martedì a 85 anni. Ai funerali di Stato nel Duomo di Milano ha partecipato una folla imponente, circa cinquemila persone all'interno della cattedrale e altrettante fuori, composta da volti noti dello spettacolo come Fiorello, Fabio Fazio, Renzo Arbore, Massimo Boldi e Alba Parietti, ma anche tante persone comuni che fin dalle 8:30 del mattino si sono messe in fila per accogliere il feretro con striscioni affettuosi appesi alle transenne che circondavano il sagrato: «Ti vogliamo bene» e «Grazie, l'Italia ti ama».

«Nelle mani di Dio» - La messa è iniziata con un fragoroso applauso che ha accolto l'arrivo del feretro, atteso all'ingresso del Duomo dalla moglie Daniela Zuccoli e dai tre figli Michele, Nicolò e Leonardo. Mike Bongiorno, ha detto nell'omelia il vescovo ausiliario di Milano e abate di Sant'Ambrogio monsignor Erminio De Scalzi, «non è stato solo un grande uomo di televisione. Era uno sposo e un padre affettuoso, una persona che suscitava amicizia». Ancora applausi al termine della predica quando il sacerdote ha concluso il suo intervento citando la parola «allegria»: «Oggi questo fratello è nelle mani di Dio. E' lì la vera e indefettibile felicità compresa, io penso, quella che lui chiamava 'allegria'».

Berlusconi: «hai unito gli Italiani» - «A te che certamente ci guarderai dall'alto - ha detto Berlusconi sul sagrato al termine della cerimonia - la soddisfazione di un Paese che ti ha riconosciuto, con queste esequie di Stato, il ruolo importante che hai svolto quando tu fosti la televisione e attraverso la televisione facesti nascere l'Italia e facesti unire tutti gli italiani d'Italia. Hai interpretato un ruolo che resterà nella storia del nostro Paese» anche per l'attività durante la Resistenza.

Fiorello, Baudo e la «profonda amicizia» - Il primo a prendere la parola in questa seconda commemorazione laica è stato però Fiorello che ha commosso il pubblico con una imitazione del re del quiz: «Oggi Mike avrebbe detto 'hai visto, mi hanno dato il Duomo, a Baudo non l'avrebbero mica dato...'».
In realtà, ha poi aggiunto lo stesso Baudo chiamato al microfono da Fiorello dopo aver portato la bara sulle spalle, la sua proverbiale rivalità con Mike era profonda amicizia: «Noi siamo i coristi, tu il solista» ha concluso commosso Baudo.

Fabio Fazio - Sul sagrato del Duomo è intervenuto anche Fabio Fazio, al quale, nel corso del programma Che tempo che fa, Bongiorno aveva affidato il suo sfogo per il recente addio a Mediaset. «E' stato la tv - ha detto Fazio - e la tv gli ha dato popolarità e successo. Qui raccoglie oggi l'affetto di un Paese intero e la stima di tutti noi, ma questo non c'entra con la notorietà. Si conquista con i gesti quotidiani e con i rapporti con gli altri».

Molte le presenze illustri -Alla cerimonia c'erano, fra gli altri, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il sindaco di Milano Letizia Moratti, il presidente della Provincia Guido Podestà, ma anche i manager della televisione pubblica e di quella privata (su tutti il presidente Rai Umberto Galimberti, quello di Mediaset Fedele Confalonieri e il direttore di Rai Fiction Fabrizio del Noce) e quasi tutti i volti noti dello spettacolo (Giorgio Gori e Cristina Parodi, Susanna Messaggio, Roberta Capua, Iva Zanicchi, Marco Columbro, Carlo Conti, Tony Dallara, Gerry Scotti, Paola Barale, Sandra Mondaini) e dello sport (Gianluca Pessotto della Juventus e Alberto Tomba). In prima fila, alla sinistra dei famigliari, si sono seduti Berlusconi e i parlamentari Romano Comincioli e Gregorio Fontana in rappresentanza del Senato e della Camera. Tra le assenze eccellenti, quella del governatore lombardo Roberto Formigoni e del vicepresidente Mediaset Pier Silvio Berlusconi.

Ora il riposo ad Arona - Tra le decine di corone di fiori posizionate a fianco dell`altare, vicino ai gonfaloni, c'era anche quella inviata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Alle 11 e 40 il feretro è stato caricato, tra gli applausi della folla, sul carro funebre che dopo qualche minuto è partito, seguito dalle auto dei familiari e scortato dai motociclisti dei vigili urbani, per Villa Zuccoli sulle colline di Arona (Novara), l'amata residenza di famiglia sul Lago Maggiore, in cui è arrivata poco dopo le 13 e 30, nuovamente salutata dal caloroso applauso dei cittadini. Nella villa si è tenuta una cerimonia in forma strettamente privata, e poi il feretro è stato accompagnato per la tumulazione nel vicino cimitero della frazione Dagnente. A dare l'ultima benedizione è stato il parroco della chiesa di San Giovanni Battista di Dagnente, don Mauro Pozzo, che questa mattina aveva letto il Vangelo nel Duomo di Milano.