2 dicembre 2020
Aggiornato 19:00
TV

Elisabetta Canalis: Voglio imparare a lasciare il segno

L'ex velina: «Se i dati decidono che non piaci, non lavori più»

Elisabetta Canalis, attualmente alla conduzione di Trl su Mtv, afferma che in televisione spesso vince il programma e non il conduttore. «Nelle reti generaliste lavori in 'grandi carrozzoni di grande successo', sempre. Ti trovi sul cavallo vincente, ma non sei tu quella che vince: è il programma. Devi essere molto brava, molto forte, per lasciare davvero un segno. E io voglio imparare a lasciarlo, questo segno. So che è un'operazione rischiosa - spiega l'ex velina al settimanale Grazia in edicola domani - le grandi reti ti danno tanti soldi, e soprattutto tanta popolarità in tv si è sempre seguiti da un incubo».

E l'altro incubo del piccolo schermo è il sondaggio marketing: «Se i dati decidono che tu non piaci alla gente, non lavori più» e svela un suo progetto: «Ho in mente un format che si occupa di quel che c'è 'dietro' al teatrino tv: sto lavorando a una puntata pilota, spero che piaccia».

Riguardo la sua vita privata dice: «Un figlio non lo voglio. Ho 30 anni e non sento il bisogno di avere una famiglia. Un fidanzato? Si, forse, magari, dipende, comunque non ce l'ho. Mi piace la possibilità di andarmene quanto voglio».

Si definisce narcisa e molto mascolina: «Sono un uomo chiuso nel corpo di una donna. Non sono per niente romantica, dico parolacce, adoro la mia indipendenza» confida, ma aggiunge di essere, specie in amore un tipo fragile: «Credo di aver sofferto troppo, non avrei dovuto, ma ne valeva la pena. Sono stata una donna debole, tutto mi travolgeva. Quando sono rimasta sola - dopo la fine di un amore, sei anni fa - passavo le serate a guardare il muro e a piangere. Poi sono riuscita a farcela: è stato terribile, ma bellissimo».

Il lavoro l'ha aiutata a riemergere: «La visibilità va maneggiata con cura: può salvarti, quando stai male. E poi, magari, ti affossa. Perché se smetti di lavorare non sei più nessuno. Non solo sei disoccupata, sei disarmata, annientata».