20 luglio 2019
Aggiornato 15:30
Cinema

La storia di un mito, Audrey Tautou è «Coco Avant Chanel»

Esce venerdì il film di Fontaine sulla giovinezza della stilista

PARIGI - Sigaretta sempre in bocca, pelle diafana in contrasto con i capelli neri corvino e stile mascolino, semplice, inconfondibile. Così Audrey Tautou fa rivivere sul grande schermo la grande stilista Gabrielle Bonheur Chanel, meglio nota come Coco Chanel in «Coco Avant Chanel - L'amore prima del mito», dal 29 maggio nelle sale italiane distribuito da Warner Bros.

Difficilmente la regista Anne Fontaine avrebbe potuto trovare un'interprete più adatta per il suo film. Resa famosa da «Il favoloso mondo di Amelie» e da «Il Codice Da Vinci», l'attrice francese incarna perfettamente la modernità e la forza di volontà di una ragazza partita da zero e diventata icona della moda solo con le sue forze. La regista ha detto di aver scelto la sua protagonista perché «incarna con naturalezza l'androgino, qualcosa che non esisteva a quei tempi, ed è essenziale per capire come Coco Chanel ha inventato il suo stile. Doveva avere un corpo sottile e un carattere forte, pugno di ferro in un guanto di velluto» e Audrey Tautoy, ha dichiarato, «ha la vita più sottile del mondo!» Il film non racconta i successi e le sfilate della celebre maison, ma ci mostra l'infanzia difficile e il passato di Coco. Ci svela il suo carattere fragile ma allo stesso tempo forte e in grado di reagire, la sua capacità di reinventarsi per sopravvivere.

La morte della madre e il padre che abbandona lei e la sorella in un orfanotrofio. Gli anni della giovinezza vissuti arrangiandosi di giorno come sartina a fare orli e di notte come artista di cabaret per i soldati ubriachi. Poi, la tranquillità con il ricco Etienne Balsan (interpretato da Benoit Poelvoorde), che la mantiene nella sua reggia come amante e le fa intrattenere i suoi amici cortigiani. Infine il sentimento, sofferto, per Boy Capel (Alessandro Nivola) che la fa perdutamente innamorare e le spezza il cuore. Una vita difficile fatta di miseria, sofferenza e delusioni fino alla realizzazione delle sue prime creazioni e la scalata verso l'Olimpo della moda. Partita dai cappellini cuciti a mano per le cortigiane «pompose» abituate a piume ed eccessi, fino ad arrivare ai primi abiti con taglio maschile, ai vestiti con colletti casti, senza fronzoli e corpetti. Poi, il successo vero e lo stile moderno e lineare che ha fatto scuola. Per le scene finali del film è stato fondamentale il contributo della maison Chanel e di Karl Lagerfeld, che hanno collaborato con piacere al progetto. Tra l'altro, il mito di Coco, sarà celebrato al cinema anche da «Coco Chanel & Igor Stravinski», con Anna Mouglalis, che dopo aver chiuso il Festival di Cannes arriverà prossimamente nelle sale.