Rapina una banca in Basilicata e scappa a Torino: il nipote lo convince a costituirsi
Una volta giunto a Torino, il rapinatore ha parlato con il nipote e si è pentito del fatto commesso: per questo motivo si è costituito
TORINO - Rapina, fuga e pentimento. Dalla Basilicata al Piemonte, da Rionero in Vulture a Torino. Sono 940 i km percorsi in treno da un rapinatore che, dopo aver assaltato una banca nel paese della Basilicata è scappato a Torino dai suoi parenti. E’ qui, all’ombra della Mole, che l’uomo ha deciso di costituirsi e confessare il gesto.
LA RAPINA - L’uomo, un 48enne, si è introdotto nell’istituto bancario e dopo aver minacciato un’impiegata si è fatto consegnare 1700 euro. Per paura di essere stato riconosciuto dai dipendenti della banca, il rapinatore si è recato alla stazione e ha preso il primo treno per Torino, per cercare ospitalità dai suoi parenti.
IL PENTIMENTO - Una volta giunto nel capoluogo piemontese, l’uomo si è recato nell’autocarrozzeria dei famigliari e ha raccontato tutto a un nipote. E’ stato quest’ultimo a convincere il rapinatore a costituirsi e a confessare il gesto. A quel punto, il 48enne ha chiamato la polizia che si è recata sul posto per ascoltare la confessione: nella disponibilità dell’uomo sono stati ritrovati solo 1400 euro e non i 1700 rubati. Per questo motivo, l’uomo è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria.
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