Svolta nell'omicidio di Vito Amoruso, incastrato il complice dell'assassino di via Valdieri
Le indagini condotte dai carabinieri di Torino, coordinati la pm Laura Longo, hanno portato a scoprire che Thomas Mura avrebbe messo a disposizione dell'assassino l'arma per colpire e la macchina per scappare
TORINO - La mattina del 22 ottobre di due anni fa, in via Valdieri, Daniele Uberti, l'uomo che ha imbracciato il fucile e sparato alla schiena di Vito Amoruso, non era solo. I carabinieri di Torino hanno scoperto che, quella mattina, insieme all'assassino c'era un complice: si tratta di Thomas Mura, venticinquenne di Mondovì, amico del consigliere comunale di Battifollo Uberti, che si trovava probabilmente in macchina al momento dello sparo. Il giovane, che gà compariva sulla lista degli indagati per omicidio premeditato, è stato arrestato e ora gli si attribuisce un ruolo attivo nella dinamica dell'omicidio.
INDAGINI - Le indagini condotte dai carabinieri, coordinati la pm Laura Longo, hanno portato a scoprire che Mura non solo avrebbe messo a disposizione dell'assassino l'arma per colpire e la macchina per scappare, ma avrebbe personalmente accompagnato Uberti fino a Torino per mettere a segno il suo piano. Sarebbe stato, secondo quanto emerso dalle indagini, proprio Mura a occultare le targhe della 500 usata per raggiungere il luogo dell'omicidio. Sempre lui avrebbe poi custodito il fucile utilizzato da Uberti per farsi giustizia da solo. Stando però a quanto dichiarato dallo stesso Mura, sembrerebbe che il giovane complice di Uberti non fosse a conoscenza del piano dell'amico di uccidere il commerciante di mozzarelle Vito Amoruso.
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