Il Comune di Torino discute di Gig Economy: «E' un lavoro a tutti gli effetti»
E' stato approvato durante il Consiglio Comunale del 15 maggio un ordine del giorno a sostegno della posizione dei tanti giovani incastrati nella cosiddetta Gig Economy. Tali prestazioni occasionali devono essere considerate come un lavoro subordinato a tutti gli effetti, fanno sapere dalla Sala Rossa
TORINO - Si torna a parlare di Foodora in Sala Rossa: il Consiglio Comunale ha approvato nella giornata di ieri, lunedì 15 maggio, un provvedimento per cui la Giunta si impegna «a sostenere e favorire, il riconoscimento, quale rapporto di lavoro subordinato, delle attività le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente». Niente più lavori di serie A e "lavoretti" per dirla in altri termini: il contributo dei tanti giovani che si trovano oggi coinvolti, e travolti, nel nuovissimo fenomeno della cosiddetta Gig Economy deve essere riconosciuto e considerato al pari di un qualsiasi altro lavoro subordinato.
Lavoro subordinato
Il provvedimento, presentato dal consigliere Eleonora Artesio (Torino in Comune) e Chiara Foglietta (Partito democratico), con emendamenti dei consiglieri pentastellati Carlotta Tevere e Russo porta a galla tutte le criticità dell'attuale mondo del lavoro soprattutto per i più giovani. L’atto approvato evidenzia che «numerosi elementi sostanziano il fatto che i lavoratori impegnati nella Gig Economy sono a tutti gli effetti lavoratori con rapporto subordinato», anche se a ciò non corrisponde un coerente inquadramento contrattuale.
La legge 4283
Dal Comune di Torino chiedono inoltre di sollecitare l'approvazione in Parlamento della Proposta di Legge n. 4283, riguardo le "Disposizioni concernenti le prestazioni di lavoro con modalità di esecuzione organizzate o coordinate dal committente" e la risoluzione depositata dall’Onorevole Chimienti, rivolta anch’essa al superamento dei modelli contrattuali attuali e al riconoscimento del lavoro subordinato e delle relative garanzie e tutele.