25 gennaio 2022
Aggiornato 09:30
Morte di Giacomo Nicolai

Studente del Politecnico morto a Valencia, il padre conferma: «Mio figlio si è ucciso»

Sono rientrati in Italia i genitori di Giacomo Nicolai. Per il padre non ci sono dubbi, anche se non riesce a darsi una spiegazione. La madre invece crede poco al suicidio

VALENCIA - Lo studente del Politecnico di Torino trovato morto nell’appartamento che condivideva con due ragazzi spagnoli a Valencia si è tolto la vita da solo. Sembrano non esserci più dubbi sul decesso di Giacomo Nicolai, suicidatosi con tre coltellate sul petto, due «di prova» e la terza letale. Questo è quanto è emerso dall’autopsia e quanto ha confermato il padre che, con la madre, ha raggiunto, subito dopo aver appreso la notizia, la città catalana. «Per noi non c’è alcun giallo da alimentare né questioni o quesiti da porre o chiarezze da chiedere», ha raccontato al Corriere Adriatico, «la polizia, il magistrato, tutti coloro che hanno indagato in queste ore sulla tragica morte di mio figlio, purtroppo, ci hanno raccontato come sono andate le cose e non ci sono dubbi o incongruenze o elementi che possano far pensare ad altro rispetto alla tesi del suicidio».

Le cause del gesto estremo
Se pare non ci siano più dubbi sul suicidio, non c’è alcuna certezza (né ipotesi per il momento in realtà) sul perché si sia tolto la vita. «Mio figlio non c’è più», ha detto ancora il padre Stefano Nicolai al Corriere Adriatico, «non so perché l’abbia fatto, non ha scritto nulla per spiegare. Chissà forse la lontananza da casa, la solitudine... Non lo so. So solo che niente me lo riporterà indietro». A trovare senza vita Giacomo sono stati i due ragazzi con cui condivideva l’appartamento. Interrogati, per ora non sembrano essere emersi elementi utili a dare un perché. Stessa cosa con la ragazza con cui il giovane studente del Politecnico, ma nato e cresciuto nel comune di Fermo nelle Marche, aveva passato la sera prima partecipando a una festa. Le indagini ora attendono la risposta alle analisi tossicologiche, anche se il padre esclude che suo figlio possa avere fatto uso di droghe.

La madre di Giacomo: «Credo poco al suicidio»
Rientrata in Italia la madre, un avvocato, si sta ora occupando del rientro della salma del figlio. A differenza del padre, lei crede meno al suicidio di Giacomo: «Mio marito è convinto che Giacomo si sia ucciso: io meno. Sul corpo ci sono tre ferite da coltello, inferte con una lama di soli 7 cm: il primo colpo te lo puoi procurare, il secondo già mi pare difficile, ma il terzo…». A tal proposito la donna, Erminia Fidanza, potrebbe chiedere di ripetere l’autopsia.