20 settembre 2019
Aggiornato 11:30

Da Saponara altro veleno sul Milan

Dopo Niang, anche il fantasista della Fiorentina ed ex milanista spara a zero sulla sua esperienza in rossonero

Riccardo Saponara in un'immagine milanista della stagione 2013-2014
Riccardo Saponara in un'immagine milanista della stagione 2013-2014 ANSA

FIRENZE - Le giornate delle stranezze: prima Niang che vaneggia sul suo fallimento al Milan causato, a suo dire, dall’incapacità della società di gestire il club esonerando allenatori a raffica, poi ecco anche le dichiarazioni al vetriolo di Riccardo Saponara, rossonero nella stagione 2013-2014 con presenze centellinate col contagocce e il successivo ritorno ad Empoli, che, senza un apparente motivo, si scaglia contro il suo breve periodo milanista: «La mia avventura al Milan è stata negativa - rivela il calciatore ora della Fiorentina - e definirei buio quel periodo. Lo spogliatoio era diviso con il gruppo degli stranieri da una parte e quello degli italiani dall’altra, c’erano un sacco di problemi e io stavo bene quasi solo con Giampaolo Pazzini, meno male che c’era lui». Con tre anni di ritardo e dopo aver dichiarato che la colpa della brutta esperienza milanista era stata per lo più sua, al buon Saponara torna improvvisamente in mente quanto caotica fosse la situazione dello spogliatoio del Milan nel post estate 2012 fra cambi di allenatori ed organici mediocri. Che il Milan abbia vissuto momenti grigi e gestioni societarie tragicomiche che hanno ovviamente influito anche nell’aspetto tecnico e sotto il punto di vista della gestione degli spogliatoi è sotto gli occhi di tutti, ma gli organici dei rossoneri erano mediocri anche perché all’interno c’erano calciatori mediocri, con poca personalità e poco estro, fra cui anche lo stesso Saponara, incapace di imporsi e costretto a far ritorno ad Empoli, la piccola provincia che lo aveva fatto emergere, salvo ora accasarsi a Firenze dove gioca e non gioca e dove di gol e prestazioni di rilievo non ve n’è manco l’ombra. La nuova gestione societaria del Milan avrà il compito di rilanciare il club ad alti livelli non solo coi proclami, ma anche e soprattutto con i fatti, iniziando con l'acquisto di calciatori veri.