23 febbraio 2019
Aggiornato 18:00
Golf

Tiger Woods partecipa all'Hero World Challenge

Sarà un ritorno come si conviene, perché nel field di soli 18 giocatori, tutti campioni, vi sono 16 tra i primi 28 del world ranking e, tra costoro, tre vincitori di major stagionali, i tre medagliati alle Olimpiadi e 12 protagonisti dell'ultima Ryder Cup.

ROMA - Tiger Woods torna finalmente in campo. Il rientro nell'Hero World Challenge (1-4 dicembre) sul percorso dell'Albany Resort, a New Providence nelle Bahamas, a distanza di 16 mesi dall'ultima apparizione nel Wyndham Championship (10°) e dopo tre interventi alla schiena. Sarà un ritorno come si conviene, perché nel field di soli 18 giocatori, tutti campioni, vi sono 16 tra i primi 28 del world ranking e, tra costoro, tre vincitori di major stagionali, i tre medagliati alle Olimpiadi e 12 protagonisti dell'ultima Ryder Cup. Il torneo è organizzato dallo stesso Woods attraverso la sua Fondazione insieme alla Fondazione Tavistock e ad Albany Scholars Program. Difende il titolo Bubba Watson in un contesto in cui tutti sono in grado di imporsi a parte probabilmente Woods, delle cui condizioni di forma si sa poco, se non che si è allenato con molta intensità perché, come ha detto lui stesso, sarebbe tornato solo quando si fosse sentito pienamente competitivo. Hanno più chance degli altri di impedire un bis a Watson, lo svedese Henrik Stenson, numero uno europeo, Dustin Johnson, Jordan Spieth, Patrick Reed, il giapponese Hideki Matsuyama e l'inglese Justin Rose. Woods, che nel frattempo è sceso all'879° posto della classifica mondiale, dove negli anni d'oro era rimato in vetta per 683 settimane, per essere ammesso alla gara ha avuto necessità di un invito. Il montepremi di 3.500.000 dollari.

L'attesa (lunga e tormentata) pare sia finita
«Mi sento pronto. Ora posso effettuare tutti i colpi possibili e ho il pieno controllo di tutti i gesti tecnici», le rassicurazioni di Tiger dopo i giri di prova alle Bahamas sono musica per le orecchie di chi ama il golf. Tiger c'è e si prepara a un rientro in grande stile, non certo da comparsa. L'esperienza in Ryder Cup nel ruolo di Vice Capitano del Team USA ha riacceso il sacro fuoco della «tigre». Woods sembra dunque aver definitivamente superato i problemi alla schiena che lo avevano costretto a tre operazioni chirurgiche in 20 mesi. La gioia dei milioni di fan è però accompagnata da una buona dose di cautela. Troppe volte, infatti, l'entusiasmo per il ritorno all'attività del campione era stato freddato da qualche stop inatteso. Lo scorso ottobre, ad esempio, dopo aver annunciato il rientro in gara nel Safeway Open, Woods spiazzò tutti con un forfait a pochi giorni dalla gara. Alla base del ripensamento nessun problema di salute, ma la poca fiducia nel proprio gioco. Difficile immaginare ora una nuova retromarcia.