15 ottobre 2019
Aggiornato 18:00

Zanetti: «Ora correrò per Andrea»

La rabbia di veder morire un amico e la voglia di onorarlo al meglio, correndo su due ruote. A pochi giorni dal drammatico incidente di Mosca, parla Lorenzo Zanetti, lo sfortunato pilota che domenica scorsa ha investito e ucciso Andrea Antonelli: «Io a Silverstone il 4 agosto ci sarò»

MILANO - La rabbia di veder morire un amico e la voglia di onorarlo al meglio, correndo su due ruote. A pochi giorni dal drammatico incidente di Mosca, parla Lorenzo Zanetti, lo sfortunato pilota che domenica scorsa ha investito e ucciso Andrea Antonelli: «Correrò per lui, per Andrea - le sue commosse dichiarazioni al Corriere della sera -. Eravamo amici e rivali, gli volevo bene. Non smetto, sarebbe come farlo morire due volte».

A SILVERSTONE CI SARÒ - Impossibile fermarsi, è la regola tacita del mondo delle moto e anche Zanetti ha intenzione di rispettarla: «Io a Silverstone il 4 agosto ci sarò - continua Lorenzo, che è uscito malconcio dall'incidente ma se l'è cavata con una mano rotta e un ginocchio gonfio -. Io e Andrea abbiamo iniziato da ragazzini, poi ci sono stati percorsi diversi ma siamo tornati a correre insieme in Supersport. Io ero dell'88, lui dell'87: gli volevo bene perché era come me, non se la tirava e non faceva il fenomeno».
Zanetti rivive poi i drammatici istanti dell'incidente: «Quando sono caduto, la telemetria della ruota posteriore segnava 255 chilometri orari: ho pensato che fosse finita, vedevo le moto sfrecciare alla mia destra, alla mia sinistra, una nuvola d'acqua. Quando poi ho appreso la notizia, ho ripensato a mille cose: a noi, all'ultima chiacchierata nel paddock, ai nostri papà che sono amici». Amici come Lorenzo e Andrea, divisi da un tragico destino.