25 febbraio 2020
Aggiornato 14:00
Nuovi guai per il ct della nazionale di ciclismo

Paolo Bettini indagato per abuso d'ufficio

Avrebbe avvertito un atleta prima di un controllo antidoping. L'episodio nel mirino degli inquirenti risale al raduno premondiale della nazionale nel 2010

MILANO - Paolo Bettini, commissario tecnico della nazionale italiana di ciclismo, è indagato per abuso d'ufficio nell'ambito di una inchiesta antidoping della procura di Padova. Secondo l'accusa Bettini avrebbe avvertito un atleta prima di un controllo antidoping. L'episodio nel mirino degli inquirenti risale al raduno premondiale della nazionale nel 2010, quando gli azzurri erano all'Hotel Le Robinie di Busto Arsizio, in vista dell'impegno di Melbourne. Nell'ambito dei controlli sulla salute degli atleti, la Federazione aveva deciso di svolgere delle analisi sui convocati.

Bettini: «Sono allibito» - E mentre Bettini si dice «allibito», la Federciclismo lo difende a spada tratta attraverso un lungo comunicato apparso sul sito ufficiale: «La Federazione Ciclistica Italiana - si legge - evidenzia di avere da tempo inserito, a Tutela della Salute degli atleti, controlli preventivi di routine, non con finalità antidoping, che vengono effettuati sistematicamente dalla Federazione nel primo giorno di ogni raduno della nazionali e del quale gli atleti devono essere ovviamente informati. E' specifico compito del commissario tecnico, nell'ambito delle funzioni e nel rispetto delle direttive federali, secondo protocolli approvati dalla Federazione stessa, avvertire gli atleti di detti accertamenti medici».
«Peraltro, in tali circostanze - prosegue la nota della Federciclismo - il commissario tecnico è chiamato ad avvertire non un singolo atleta, ma tutti gli azzurri partecipanti al Mondiale, secondo prassi consolidata, al fine di evitare che gli atleti mancassero a un appuntamento richiesto dalla Fci e dalla Commissione Tutela della Salute della Fci. La Federazione auspica che non vi siano strumentalizzazioni legate a quanto sopra citato, in rispetto dell'alta professionalità e dell'immagine in primis del signor Paolo Bettini e dell'intera Fci, che fa della lotta al doping uno degli elementi imprescindibili della propria attività in generale nonché dell'intero movimento ciclistico».