19 maggio 2024
Aggiornato 16:30

Assegnati gli «Oscar del galoppo», uno anche ad Andreotti

Il ministro Zaia: «A metà aprile il Piano strategico per l'ippica»

ROMA - Gli Oscar del Galoppo 2008 sono stati assegnati nel corso di una serata alla Galleria Doria Pamphilj organizzata dall'Unione Proprietari Cavalli Purosangue (Unpcps). Una giuria di giornalisti specializzati ha eletto i migliori nelle diverse categorie: Lui Rei come la 'la promessa' di due anni; Cima de Triomphe, vincitore del Derby Italiano di Galoppo come il miglior 3 anni maschio. Come miglior femmina di 3 anni Gerika, quinta nelle Oaks d'Italia a Milano, ma prima delle italiane; Black Mambazo come miglior sprinter di 3 anni ed oltre; Senlis come miglior miler 3 anni ed oltre; Voila Ici come miglior classico 3 anni ed oltre; come miglior ostacolista l'Oscar è andato a Sharstar, che ha vinto il Gran Premio di Merano.

I premi sono stati consegnati da personalità - a loro volte premiate - provenienti del mondo della politica, della moda, del cinema, dell'arte, della musica e dell'imprenditoria che sono riusciti con la loro personalità ad emergere nei mondi di appartenenza, promuovendo attraverso le singole professioni e grazie alle rispettive esperienze nate dall'incontro con il cavallo, l'amore e la passione per questo mondo. Un' «officina dei saperi» - come l'ha definita il presidente dell'Unpcps, Mario Masini - di cui fanno parte Anna Fendi per la moda, Enrico Vanzina e Giampaolo Letta per il cinema, «Zibì» Boniek e Ruggero Palombo per lo sport, Giovanni Malagò per l'imprenditoria.

L'evento ha ricevuto per la prima volta l'Alto Patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri e, come di consueto, quello dell'Unire. Erano presenti tra gli altri i sottosegretari alla presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta e Paolo Bonaiuti, il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia, altri componenti del governo, parlamentari e, con due interventi videoregistrati, mons. Rino Fisichella e Giulio Andreotti, vincitore del «Golden Oscar», appositamente istituito dal presidente dell'Unpcps, Mario Masini, per un grande amico dell'ippica come il senatore a vita.

Tra i più attesi l'intervento del ministro Luca Zaia - a cui è stato attribuito il premio «Oscar dell'anno«- che ha ribadito la sua ferma volontà di difendere il comparto. «Abbiamo da poco concluso gli Stati generali dell'ippica, con oltre 250 audizioni di operatori del settore italiani e stranieri. Al massimo a metà aprile vareremo il Piano strategico per l'ippica», che riguarda un mondo che in Italia coinvolge 50mila famiglie, 5000 allevatori, 60mila cavalli. «Ci sarà probabilmente qualche mal di pancia, ma dobbiamo assolutamente raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati: appeal internazionale del prodotto, economicità ed efficienza».

Sul palco anche, idealmente, tutto il «comitato di crisi» che nell'ottobre scorso ha guidato lo «sciopero-serrata» degli operatori. Ricordiamoci - ha detto il portavoce del Comitato, Pierluigi D'Angelo - che «non esiste una grande nazione che non abbia, una grande ippica». Molto chiaro e diretto l'ex calciatore Boniek, ora - per passione - driver di trotto e proprietario di cavalli purosangue per il galoppo: «Non c'è da inventarsi nulla. Limitiamoci a copiare dai migliori esempi inglesi e francesi».