23 febbraio 2024
Aggiornato 21:00
Conferenza stampa a Montecatini con Dino Meneghin e Carlo Recalcati

«Tre priorità per il Basket italiano»

«Riportare le Leghe in Consiglio, riforma dei Campionati e semplificazione dei regolamenti»

– «I giocatori, gli arbitri e gli ufficiali di campo che partecipano a questo torneo sono il nostro futuro e mi auguro che con passione e allenamento ne possano essere protagonisti».
Così Dino Meneghin, Commissario Straordinario della Fip, ha aperto la conferenza stampa tenuta assieme a Carlo Recalcati, Commissario Tecnico della Nazionale, durante il Trofeo delle Regioni in corso a Montecatini Terme.
Proprio i giovani e il futuro del movimento cestistico italiano sono stati gli argomenti che hanno animato una conferenza a cui hanno assistito numerosi presidenti dei Comitati Regionali che hanno tenuto una riunione nello stesso hotel.

Meneghin, sollecitato dai giornalisti, ha parlato delle priorità che dovrà affrontare il nuovo Governo della pallacanestro italiana una volta insediatosi: «Le priorità del nuovo Consiglio – ha spiegato chiaramente Meneghin – sono tante, tre in particolare. In primis trovare un accordo con le Leghe in quanto la loro presenza all’interno del Consiglio è fondamentale. Il Consiglio senza le Leghe è monco e sarebbe difficile, oltre che ingiusto, non avere i loro delegati. Solo con i delegati delle Leghe al suo interno il Consiglio può risolverne i problemi. Nell’ultimo incontro ho notato con piacere un’apertura e conto molto sul prossimo nostro incontro del 12 gennaio. La Fip non è contro le Leghe ma, anzi, vuol far si che queste lavorino con tranquillità. Altre nostre priorità saranno la semplificazione dei regolamenti, che attualmente sono complicati e di conseguenza facilmente raggirabili, e un’eventuale ristrutturazione dei Campionati. Bisogna capire se le squadre che vi prendono parte attualmente sono troppe e se ci sono giocatori in grado di sostenerne un numero così elevato».
Non è nella lista delle priorità, ma comunque in agenda, la discussione sulla legge sul professionismo: «Anche questo è un problema posto dalle Leghe – spiega Meneghin – e stiamo cercando di capire se sarà possibile intervenire. Se ne discuterà sicuramente».

Carlo Recalcati ha avuto modo di approfondire il discorso, attualissimo, dello scarso impiego di giocatori italiani nel nostro Campionato di Serie A. La Montepaschi Siena come paradigma. «La situazione di Siena – spiega il coach – va valutata a 360 gradi e sicuramente è da giudicare come positivo. E’ vero, hanno molti stranieri, ma investono anche molto nel vivaio, tanto è vero che non sono affatto pochi i giocatori cresciuti a Siena che ora militano nei diversi Campionati italiani. Il problema, semmai, è da ricercarsi in quelle squadre che, a differenza di Siena, investono su giocatori stranieri mediocri che poco possono dare al nostro basket e che tolgono spazio ai nostri talenti. Con opportune modifiche ai regolamenti potremo avere squadre di club competitive in Europa ed una Nazionale forte. Inoltre non dobbiamo vergognarci di copiare altre Nazioni: in Spagna e Grecia i giocatori della Nazionale sono rispettati e trovano il giusto spazio».

Dello stesso avviso Meneghin, che porta la discussione su un piano politico: «Si tratta di trovare il giusto compromesso con un po’ di buon senso tra la volontà di investire degli imprenditori che cercano risultati con i propri club e un regolamento che metta in grado i giocatori italiani di esprimersi al meglio. In questo caso bisognerebbe prendere esempio dal tanto criticato calcio. Li i giocatori fanno a cazzotti per una maglia azzurra. La Nazionale è la squadra più importante».
Il Trofeo delle Regioni vivrà domani l’epilogo con le finali e Meneghin ha voluto cogliere l’occasione per tornare sulla festa di domenica sera: «Ho ancora negli occhi quello spettacolo – ha detto – e spero davvero che i giocatori che oggi stanno prendendo parte a questo torneo possano in futuro essere protagonisti dei prossimi video sulla storia delle Nazionali azzurre. Spero anche che ai giovani sia giunto il messaggio che dietro la loro voglia e la loro passione per il basket c’è tutto un movimento che lavora nell’ombra e un movimento forte che guarda al futuro. Ricordo ancora il mio primo raduno giovanile a Bassano del Grappa. Avevo 13 o 14 anni. L’ho vissuto come un sogno e spero sia così anche per questi ragazzi».

A Recalcati il giudizio sul livello tecnico del torneo: «Il movimento sta progredendo – assicura il ct – e questo è segno di una ripresa di tutto il territorio nazionale che evidentemente sta investendo nel settore giovanile. Quelli che avete visto e che vedete in campo, d’altronde, sono tutti ragazzi e ragazze che già conosciamo, monitorati dal nostro Settore Squadre Nazionali. Devo però dire che il Trofeo delle Regioni mi piaceva di più fino a due anni fa. Ora non tutte le squadre sono diretta espressione delle Regioni che rappresentano perché da due anni a questa parte il torneo ha aggiunto un’annata e questa età i giocatori importanti cominciano a muoversi per crescere e spesso non partecipano. Consentitemi questa considerazione che forse è più romantica che tecnica. Anche se da questa manifestazione è uscito un certo Danilo Gallinari non bisogna farsi trarre in inganno. Molti si perderanno per strada ma l’importante è che non si perdano per mancanza di impianti, cattiva disponibilità degli allenatori e perché non vedono prospettive di giocare nei migliori campionati e in Nazionale. Il nostro movimento deve evitare proprio questo. Non dobbiamo abbassare la guardia e il nuovo Governo della pallacanestro dovrà prendersi la responsabilità della formazione dei giocatori che avviene soprattutto attraverso la formazione degli allenatori».