16 dicembre 2018
Aggiornato 11:30

Combattere l’invidia si può: ecco come

L’invidia nuoce agli altri ma soprattutto a noi stessi. Massimo Piovano, scrittore, formatore e coach spiega a Diario Salute TV come si fa a lasciare l’invidia alle spalle e fare in modo che gli eventi girino a nostro favore

Il ventiseiesimo presidente degli Stati Uniti d’America Theodore Roosevelt disse: «l’invidia è la ladra della gioia». Si tratta, infatti, di un sentimento pericoloso e devastante per il nostro benessere psicologico, spiega Massimo Piovano formatore, coach e autore di diversi libri tra cui Basta Rodersi il fegato

Perché proviamo indivia?
«Diventiamo invidiosi perché desideriamo avere successo ma non lo otteniamo. Quindi ci rodiamo il fegato perché, al contrario, altri al posto nostro riescono ad ottenerlo. Per questo motivo, l’antidoto per superare l’indivia è gioire per il successo altrui. Come un’atleta che perde ma ha la capacità e la forza di congratularsi con il vincitore», continua Piovano.

Le vicende del droghiere
«A questo proposito c’è una storia molto carina che vorrei raccontarvi. È la favola di un droghiere che aveva un piccolo negozio dove vendeva spezie. Si trattava di un’attività che aveva ereditato dal papà che, a sua volta, aveva ereditato dal nonno. Era un negozio bellissimo e di successo. Purtroppo, però, venne il giorno in cui di fronte alla drogheria aprirono un supermercato. Gli affari del droghiere iniziarono quindi ad andare un po’ meno bene. La sua fortuna fu quella di incontrare un vecchio saggio».

La soluzione del saggio
«Il droghiere decise di esporre il problema al vecchio saggio che gli diede una soluzione semplice ed efficace: ogni mattina apri il tuo negozio e fai una preghiera sincera affinché la tua attività vada bene. Ma non solo: rivolgiti anche al supermercato, il tuo nemico. Fai una preghiera anche per lui in modo che la sua attività vada nel migliore dei modi e abbia successo».

La reazione del droghiere
«Il droghiere non era molto contento della soluzione che gli aveva prospettato il saggio. Non è facile, in questi casi, augurare del bene al proprio rivale. Però decise di provarci. E così, giorno per giorno, si rivolse a Dio affinché entrambi potessero avere successo. Diverso tempo dopo il droghiere incontrò il saggio che gli chiese come stava andando la sua attività. La risposta del droghiere fu: «La soluzione che mi ha proposto è stata molto utile. Sono stato costretto a chiudere la mia attività, però stenterà a credere cosa mi è accaduto: sono stato assunto al supermercato in qualità di direttore». Quindi non tutti i mali vengono per nuocere e il mio augurio è quello che ognuno di voi possa trarre il massimo dell’esperienza dagli eventi negativi, senza invidiare il prossimo ma desiderando il successo altrui. Tutto ciò non farà altro che ritornare a nostro favore», conclude Piovano.