16 dicembre 2018
Aggiornato 11:00

Come superare un trauma. Segni, sintomi e reazioni

Lo psicoterapeuta Maurizio Crivellaro spiega a Diario Salute TV cosa sono i traumi, come si manifestano a livello cerebrale e come risolverli in maniera efficace

Cosa accade dentro di noi quando viviamo un’esperienza traumatica? Spesso riusciamo a trovare le risorse per affrontare la situazione e, addirittura, ad assimilarne i cambiamenti e a trarne giovamento per il futuro – spiega Maurizio Crivellaro psicologo e psicoterapeuta a Torino. Tutto ciò richiede del tempo ma ci dà modo per trovare l’equilibrio. Tuttavia, ci sono casi in cui non si riesce a elaborare ciò che ci accade. Questo avviene o perché il trauma è troppo doloroso oppure perché ci troviamo in un momento particolare in cui siamo più fragili e vulnerabili. In questi casi siamo in contatto con un ricordo traumatico non elaborato, quindi condizionante.

Congelato, come in una fotografia
«Secondo un modello scientifico l’episodio traumatico viene memorizzato in una rete neurale del nostro cervello dove vengono convogliate tutte le emozioni, le immagini, i suoni, gli odori, le sensazioni fisiche e i pensieri a essi associati. Rimane isolato in una parte della nostra mente come se fosse congelato. Un po’ come un’immagine bloccata in una fotografia in cui emergono soltanto gli elementi più negativi e disturbanti», continua Crivellaro.

Ci sentiamo indifesi
«Inoltre in seguito alle emozioni e le sensazioni fisiche vengono congelate nella nostra mente anche le convinzioni che riguardano noi stessi. Si tratta di credenze che orientano i nostri comportamenti e le nostre scelte. Se abbiamo la sensazione di vivere un trauma che ci ha fatto sentire vittime impotenti della situazione, noi memorizziamo la convinzione di sentirci indifesi e non essere in grado di risolvere la condizione che si è venuta a creare. Questo avviene anche in ambiti differenti dallo stimolo traumatico iniziale. Perciò può accadere in ambito familiare, lavorativo e relazionale in genere».

Come risolvere il trauma
«Questi traumi lasciano delle tracce indelebili dentro di noi, per cui vale la pena trovare il modo di ribaltare i vissuti che sono reali e dolorosi. Essendo stati relegati a una situazione congelata è necessario, insieme a un esperto, trasformare questa fotografia in un filmato in standby. Qui, al contrario, riusciamo a vedere sia la parte iniziale che centrale che finale e accompagnarli a convinzioni che ci riguardano più positive. In questo modo, esplorando le emozioni, dando il nome adatto alla situazione e unendola a convinzioni positive riusciamo a ridurre lo stato di dolore che il trauma ha prodotto», conclude il dottor Crivellaro.