15 aprile 2021
Aggiornato 00:30
Vivere zen

5 abitudini dei monaci buddisti che ti aiuteranno a vivere meglio

Cinque abitudini dei monaci buddisti, direttamente prelevati dalla saggezza zen, che ti aiuteranno a vivere meglio e più felici

Parliamo molto spesso di vivere zen ma ci dimentichiamo quali siano davvero i pilastri fondamentali. E, cosa ancor peggiore, probabilmente non sappiamo neppure cosa sia la vita zen. In realtà questo termine ha origini Giapponesi ed è l’equivalente del sanscrito Dhyana e del cinese Ch’an. In due parole? Fermarsi a riflettere. Lo zen, quindi, non è rapportato a una religione o a una filosofia ma rispecchia il modo di essere e di percepire la nostra esistenza. Grazie allo zen molti problemi potrebbero essere annullati o, quantomeno, resi più insignificanti di quanto ci appaiono. La via, infatti, è costellata unicamente dell’attimo che stiamo vivendo. Passato e futuro non esistono più.

Lascia andare ciò che non puoi controllare

La vita è tutta una sfida. Non possiamo descriverla altrimenti. In certi momenti, poi, è una corsa a ostacoli in cui non ti puoi ritarare, come diceva il buon caro, vecchio, Max Pezzali. Ogni momento della nostra vita dobbiamo fare delle scelte, alcune più importanti di altre. E che dire, invece, di quei periodi in cui ci sembra che tutto stia andando storto? In tali condizioni è perfettamente umano preoccuparsi, ma non serve a niente. Se non a fare qualche danno. Per citare una frase famosa: «se c’è una soluzione, perché ti preoccupi? Se non c’è una soluzione perché ti preoccupi?». Poche cose sono in nostro potere e la preoccupazione, nonostante sia perfettamente normale e umana, non ci aiuterà. Lo zen ci dice che dobbiamo imparare a lasciare andare tutto ciò che non sappiamo controllare.

Non accumulare

La nostra tendenza è quella di accumulare tanti beni materiali. Ma siamo davvero certi che ci porteranno la felicità? Quasi mai. Lo abbiamo sicuramente sperimentato: quando ci arriva il regalo dei nostri sogni siamo al settimo cielo, ma due giorni dopo stiamo esattamente come prima. Quando possediamo un oggetto diventiamo dipendenti da esso (abbiamo paura di perderlo o romperlo), prima di possederlo ne siamo già dipendenti perché pensiamo che la nostra felicità dipenda (o meno) da quell’oggetto. Secondo la filosofia buddista, però, il desiderio degli oggetti superficiali è dannoso. Più attaccamenti avrai, più sarai imprigionato dai tuoi stessi desideri. La vita semplice è senz’altro quella più piacevole. Provare per credere.

Cogli l’attimo

Questo è uno dei pilastri della filosofia zen: se vuoi essere felice devi avere la mente sgombra. Se stai mangiando, pensa alle belle sensazioni che ti dà il cibo. Se stai camminando percepisci l’aria fresca accarezzare il tuo viso. Se sei accanto alla persona che ami, tocca la sua pelle e ne rimarrai estasiato. Se viviamo seguendo tutti gesti automatici, non ci accorgiamo di quante cose splendide la vita ci dona. La felicità è solo sul qui e adesso. Non è altrove. Non è in nessun’altra cosa, se non dentro te stesso.

E ricordati che devi morire

Memento mori è una famosissima locuzione latina che significa «ricordati che devi morire». Quanti di noi pensano a questo particolare? In genere ci arrabbiamo per cose futili, contro persone o cose, per situazioni che sono provvisorie. La morte è una delle nostre più grandi certezze. Quello che stiamo facendo è solo un viaggio momentaneo e secondo la filosofia buddista, essere consapevoli della nostra impermanenza è l’unica vera fonte di grande gioia. Così facendo impareremo ad apprezzare ogni istante, con la consapevolezza che ognuno è davvero unico.

Conosci i tuoi limiti

Infine, smettiamo di pensare in maniera eccessivamente razionale. L’unico vero limite è rappresentato dalla nostra mente. Per spiegarvelo meglio, concludiamo questo articolo con una frase famosa: «You are confined only by the walls you build yourself», ovvero: tu sei confinato solo dai muri che tu stesso costruisci.