4 dicembre 2021
Aggiornato 21:00
Cancro e tumori

ESMO lancia l'allarme: il 40% dei pazienti oncologici è malnutrito

I risultati di tre studi: uno italiano, uno tedesco e uno francese. Spesso si muore per la malnutrizione piuttosto che per il cancro di cui si è affetti

La dieta è importante non solo per prevenire le malattie, ma anche e soprattutto quando è già in corso una malattia – specie se è grave come un cancro. A ricordarlo è anche uno studio dal titolo ‘Troppo poco, troppo tardi. La nutrizione in oncologia: un’opportunità per migliorare la cura’. Presentato in occasione del Congresso della Società Europea di Oncologia (ESMO), lo studio clinico, per la prima volta a livello europeo, pubblica i dati ‘real word’ sullo stato di malnutrizione dei pazienti oncologici in Germania, Francia e Italia. La ricerca internazionale, sponsorizzata da Baxter, dimostra quanto una corretta e preventiva nutrizione clinica migliori lo stato di salute di questi pazienti. A oggi, infatti, solo una piccola minoranza di pazienti è sottoposta a una valutazione dello stato nutrizionale e inizia una terapia nutrizionale clinica fin dalle prime fasi della malattia e della cura.

La malnutrizione e la morte conseguente
Circa il 40% dei pazienti oncologici è colpito da malnutrizione e si stima che un quarto muoia a causa della malnutrizione invece che a causa della progressione della patologia tumorale. La malnutrizione in questi pazienti può condurre alla perdita della massa muscolare, a un aumento del rischio di impedimento fisico, a complicanze chirurgiche, a tossicità e a una ridotta sopravvivenza. «Sul campione dei 69mila pazienti con tumore metastatico gastrointestinale o uro-genitale analizzati, solo l’8.4% ha ricevuto un supporto di nutrizione clinica – ha spiegato Francesco Di Costanzo, Direttore di Oncologia Medica, Università Careggi di Firenze e primo autore dello studio italiano – Quelli ai quali è stata somministrata hanno dimostrato un significativo miglioramento in termini di sopravvivenza se comparati a quelli malnutriti. Inoltre, un avvio precoce della nutrizione clinica per via parenterale è associata a miglioramenti significativi e a una maggiore sopravvivenza sia nei pazienti con metastasi sia in quelli con tumori non metastatici. La consistenza di questi dati rafforza la convinzione che bisogna fare di più in quest’ambito. Siamo convinti – conclude l’oncologo – che è giunto il momento per la comunità medica degli oncologi di abbracciare e applicare la nutrizione clinica per ottimizzare la cura di questi pazienti».

Le conferme
Dallo studio tedesco e francese arrivano conferme. «Solo l’8% dei pazienti malati di cancro – commenta Ingolf Schiefke, dell’Università di Leipzig in Germania – riceve la nutrizione parenterale domiciliare e più del 50% dei pazienti che hanno partecipato allo studio non è stato sottoposto a uno screening dello stato nutrizionale a fronte di una manifesta cachessia che dimostra una ridotta efficacia delle cure oncologiche e una gestione più complessa. In media, abbiamo visto che i pazienti che invece hanno ricevuto una terapia nutrizionale clinica hanno una maggiore sopravvivenza rispetto a chi non la riceve. Le nostre scoperte dimostrano che prima viene avviata la nutrizione clinica prima si evidenziano i benefici per i pazienti».

Differenza nei ricoveri
Simili i risultati dello studio francese ‘Malnutrition in cancer patients: is a late diagnosis a missed opportunity to improve care?’ presentato al Congresso dal prof. Goldwasser, Direttore di Oncologia medica al Cochin Technical Hospital di Parigi. «Una diagnosi iniziale di malnutrizione nei pazienti con patologia tumorale, e un adeguato trattamento di nutrizione clinica, riduce i giorni di ricovero in ospedale. Anche nei pazienti metastatici, la frequenza dei ricoveri è significativamente diversa tra chi ha uno stato avanzato di malnutrizione non diagnosticato e chi è trattato con nutrizione artificiale parenterale. Una diagnosi iniziale può migliorare nettamente la salute dei pazienti per i quali questo tipo di intervento deve essere una priorità».

In occasione dell’ESMO, Baxter ha anche sponsorizzato il simposio satellite ‘Teamwork for Nutrition: migliorare i risultati clinici nei pazienti grazie ad un approccio multidisciplinare tra chemioterapia e nutrizione clinica’, organizzato dalla Società Europea di Infermieri Oncologici (EONS). Mettendo in evidenza l’importanza della collaborazione tra team multidisciplinari, il simposio ha fatto il punto su come informare correttamente il paziente, ma anche il medico, riguardo l’impatto della malnutrizione anche sull’efficacia delle terapie.